Sassari

Numeri con un volto, pratiche di integrazione e socialità per i bambini sperduti

2 minuti di lettura

15/02/2021

Il Progetto, finanziato dalla Fondazione di Sardegna (anno 2018), svoltosi a Sassari e Cagliari, ha indagato sulle diverse forme del fenomeno migratorio, studiando azioni e modalità rispettose dei diritti dei bambini e dei ragazzi, relative all’accoglienza, all’inclusione e all’integrazione. In Sardegna, al 31 dicembre 2017, risultavano presenti 706 minori senza adulti di riferimento (687 maschi e 19 femmine), dei quali, il 95% aveva un’età tra i 15 e 17 anni, mentre 37 erano al di sotto dei 14 anni; nel 2018, il numero dei minorenni è diminuito di un terzo. 

Il Progetto ha promosso e incentivato la formazione delle figure di riferimento dei MSNA e dei giovani immigrati, attraverso due corsi universitari, nei quali si sono studiate le diverse tappe relative all’accoglienza: lo sbarco, l’identificazione, (certamente non facile per un insieme di procedure, anche di tipo invasivo per l’accertamento dell’età), insieme alla situazione economica dei paesi d’origine dei migranti e il progetto di viaggio. La prima accoglienza, nella migliore delle aspettative, avveniva in strutture dedicate ai minorenni (prevalentemente nel sud Sardegna) mentre, nel nord, la maggior parte viveva in promiscuità con gli adulti, con i rischi derivati da questa sistemazione. 

E’ stata rilevata, anche, la criticità nella discontinuità del progetto di educazione e integrazione, fra la prima e la seconda accoglienza, quando i ragazzi diventano maggiorenni e vengono trasferiti in altri centri, perdendo legami, affetti e le relazioni che hanno costruito con i loro coetanei sia immigrati che nativi. Secondo le linee progettuali, nella logica dell’accoglienza integrata, si sono promosse, attraverso la Rete di attori del pubblico, del volontariato e di quasi tutte le strutture di accoglienza del Nord Sardegna, le buone pratiche di integrazione e socialità: a livello scolastico, con l’inserimento di quasi tutti i minorenni nella scuola, e ludico presso i gruppi sportivi e musicali, per favorire la reale inclusione dei MSNA attraverso l’accompagnamento alle relazioni e il percorso verso l’autonomia, nel rispetto del loro “superiore interesse”. Si è, inoltre, sperimentato, per il secondo anno consecutivo, il percorso sicuro fin dalla nascita, a favore dei bambini nati da donne migranti sbarcate in Italia e accolti nella nostra provincia.

15/02/2021

News locali correlate