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Nutrizione
Nutrizione

Rapporto UNICEF sulla nutrizione materno-infantile 2009 - Dati

La denutrizione materno-infantile è una delle concause fondamentali di oltre un terzo di tutti i decessi infantili sotto i cinque anni di età.
 
Questi sono i principali dati statistici che emergono dal rapporto "Tracking Progress on Child and Maternal Nutrition", lanciato dall'UNICEF l'11 novembre 2009.

Rachitismo

  • Circa 200 milioni di bambini sotto i cinque anni di età, che equivale ad un terzo dei bambini che vivono nei Paesi in via di sviluppo sono rachitici.
  • La maggior parte dei problemi legati alla denutrizione è localizzata in alcune regioni del mondo. Più del 90% dei bambini denutriti dei paesi in via di sviluppo vivono in Africa e in Asia. In soli 24 Stati si concentra oltre l'80% dei casi di denutrizione cronica - misurata in termini di rallentamento della crescita.
  • L'incidenza del fenomeno del rachitismo, nei Paesi in via di sviluppo, è scesa a partire dal 1990, passando dal 40% al 29% di oggi, con una riduzione del 28%.
  • In Asia la percentuale di bambini affetti da rachitismo è calata (sempre dal 1990 a oggi) dal 44% al 30%.
  • La riduzione del fenomeno in Africa mostra progressi più modesti: dal 38% al 34%.

Bambini sottopeso

  • Si stima che circa 129 milioni di bambini che vivono nei Paesi in via di sviluppo siano sottopeso - quasi uno su quattro. Il 10% di questi bambini risultano gravemente sottopeso.
  • 63 paesi (su 117 di cui sono disponibili i dati) sono sulla buona strada per raggiungere il primo Obiettivo di sviluppo del Millennio, che prevede una riduzione del 50% nel numero di bambini sottopeso tra 0 e 5 anni.
  • Ogni anno 19 milioni di bambini nei Paesi in via di sviluppo nascono sotto peso

Deperimento

  • Il 13% dei bambini sotto i cinque anni di età che vivono nei Paesi in via di sviluppo risultano deperiti, il 5% in forma grave (in totale, questi ultimi sono circa 26 milioni).
  • I bambini affetti da deperimento grave hanno 9 volte più probabilità di morire rispetto ai bambini che sono ben nutriti.
  • Un gran numero di decessi si verifica anche tra i bambini moderatamente e leggermente denutriti, che appaiono sani fino a quando emergono patologie rivelatrici.

Obesità

Sebbene essere in sovrappeso sia un problema solitamente associato allo stile di vita delle nazioni industrializzate anche in alcuni Paesi in via di sviluppo si registrano preoccupanti tassi di obesità, pur accanto a gravi problemi di rachitismo.

Allattamento al seno

  • Nella maggior parte dei Paesi in via di sviluppo meno della metà dei neonati riceve i benefici dell'allattamento al seno fino al sesto meso, come fortemente consigliato da UNICEF e Organizzazione Mondiale della Sanità.
  • Tra tutti gli interventi intrapresi, l'allattamento esclusivo al seno durante i primi sei mesi, proseguito con alimenti complementari fino ai due anni di età, si presenta come il fattore più incisivo sulla sopravvivenza dei bambini.
  • Potenzialmente, l'allattamento naturale può ridurre la mortalità infantile sotto i cinque anni del 19% nei Paesi in via di sviluppo.

Micronutrienti

  • Si stima che il 72% delle famiglie nei Paesi in via di sviluppo attualmente consumino il sale iodato in maniera adeguata.
  • Nel 2008, il 71% dei bambini tra i 6 e i 59 mesi di vita nei Paesi in via di sviluppo sono stati completamente protetti dagli effetti della carenza di vitamina A. L'avitaminosi può provocare significativi aumenti nel rischio di mortalità infantile.
  • L'anemia da carenza di ferro, che aumenta il rischio di mortalità materna, è molto diffusa tra le donne nei Paesi poveri. I multi-micronutrienti in polvere riducono l'anemia nei bambini piccoli fino al 45%.


 
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