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Sudafrica, un cartellino rosso contro gli abusi sessuali sui minori

Il simbolo della campagna per la lotta al turismo sessuale in Sudafrica
Il simbolo della campagna per la lotta al turismo sessuale in Sudafrica

Da mercoledì scorso, 9 giugno, il Sudafrica ha una nuova arma per proteggere i suoi bambini: un cartellino rosso.

Non stiamo parlando di quello che sventoleranno (si spera non contro gli Azzurri!) gli arbitri dei Mondiali di calcio appena iniziati, ma del simbolo di una importante campagna per la prevenzione e repressione di uno dei reati più abominevoli che si conoscano: lo sfruttamento sessuale dei minori.

«Il contributo del settore viaggi e turismo è fondamentale per sradicare lo sfruttamento sessuale dei minori. Quando si  tratta di sfruttamento sessuale dei bambini, non ci possono essere spettatori innocenti, la loro tutela è possibile solo  quando tutti i settori della società si mobilitano e rendono il Sudafrica una destinazione turistica sicura per i bambini». A  pronunciare queste parole è Aida Girma, Rappresentante dell'UNICEF in Sudafrica.
 
Il governo di Pretoria ha recentemente varato una normativa che inasprisce le pene per chi si rende colpevole di  sfruttamento della prostituzione minorile e ha messo in campo misure straordinarie per la tutela dell'infanzia durante il  periodo della Coppa del Mondo.

Anche se questa non è una meta tipica del turismo sessuale, bisogno economico (sono 12 milioni i minori che vivono  sotto la soglia di povertà) e disuguaglianza espongono a rischio di sfruttamento decine di migliaia di bambini  sudafricani.

«Lo sfruttamento sessuale di donne e bambini è un problema globale, ma il messaggio che viene lanciato in  occasione dei Campionati Mondiali di calcio, è semplice: chi arriva nella nostra città per approfittare dei nostri figli, non  è il benvenuto», ha dichiarato Mariette du Toit-Helmbold, responsabile dell'Ente nazionale del Turismo a Città del  Capo.

«Il Governo ha incaricato il settore turistico di aumentare il numero di visitatori per massimizzare i benefici economici  per i nostri cittadini e per nostri bambini. Come risultato, l'anno scorso, c'è stato un aumento del 3,6% degli arrivi  stranieri in Sudafrica. Un dato che rappresenta però anche un potenziale pericolo per i nostri bambini», ha aggiunto  Thandiwe January-McLean, Direttore dell'organizzazione del turismo sudafricano.

«L'incremento nel turismo e i Mondiali di calcio ci motivano ad aumentare i controlli per tutelare i minori a rischio di  traffico, prostituzione, turismo sessuale e altre forme di sfruttamento. Pensiamo in particolare ai 250.000 bambini di  strada e ai tanti che subiscono le conseguenze della crisi economica e dell'epidemia di HIV/AIDS», ha concluso la  Rappresentante dell'UNICEF.

Il Codice di condotta per il settore del turismo è nato su un'idea di ECPAT, organizzazione non governativa da sempre attiva nel contrasto al turismo sessuale implicante minori.

Fatto proprio dalle Nazioni Unite, e in particolare dall'Organizzazione mondiale del turismo (WTO) e da numerosi governi, il Codice è stato a oggi sottoscritto da un migliaio di aziende, che si sono impegnate a sensibilizzare il personale locale, i viaggiatori e a denunciare eventuali abusi.

Il Codice è ora legge anche in Sudafrica, grazie all'impegno della FTTSA (Fair Trade Tourism in South Africa) e al sostegno tecnico di UNICEF e Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO). Il suo simbolo è appunto un cartellino rosso, a sottolineare l'imperdonabilità di questo genere di azioni.

Un cartellino rosso che decine di migliaia di visitatori stranieri (se ne attendono circa 450.000 nell'arco del torneo) incontreranno in queste settimane negli hotel, nelle auto prese a noleggio o nelle agenzie di viaggio, insieme a informazioni e numeri di riferimento per riferire alle autorità se si assiste o si sospetta di abusi nei confronti dei più piccoli.

Una misura in più per garantire che i Mondiali siano soltanto una festa dello sport e che chi viola le regole dei diritti umani sia costretto ad abbandonare il campo.