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Haiti

 

Haiti, sei mesi dopo il terremoto l'UNICEF riscrive il futuro dei bambini

12 luglio 2010

Guarda anche il video e la photogallery sull'azione dell'UNICEF ad Haiti sei mesi dopo il sisma.

 

«La situazione ad Haiti è ancora critica. C'è ancora molto da fare e l'UNICEF è in prima linea a fianco dei bimbi  haitiani» afferma oggi il Presidente dell’UNICEF Italia Vincenzo Spadafora, presentando il nuovo rapporto UNICEF sulla situazione umanitaria di Haiti a sei mesi dal terremoto.

 

«Oltre ai fatti e alle cifre sulle perdite e sui danni causati dal terremoto, ci colpisce soprattutto ciò che i bambini haitiani raccontano del terremoto ai nostri operatori. Essi ne parlano come del "grand serpent", il grande serpente che strisciava rabbiosamente sotto la terra, scuotendo le loro case e le loro scuole fino a ridurle in polvere».

 

A sei mesi dal più devastante terremoto che ha colpito Haiti negli ultimi 200 anni, le sfide per rispondere alle necessità e ai bisogni di oltre 800.000 bambini e delle loro famiglie rimangono aperte.

 

In un paese già poverissimo, il terremoto ha lasciato un bilancio di oltre 220.000 morti e 300.000 feriti.

 

Circa due milioni di persone non hanno più una casa e 1,6 milioni di persone continuano a vivere in accampamenti sovraffollati. Le infrastrutture del paese, già deboli, sono state devastate: il 60% degli edifici governativi è stato distrutto e oltre 180.000 case sono inagibili.

 

«Il terremoto ad Haiti è stato un disastro per i bambini e l'emergenza qui non è ancora finita» ha detto Anthony Lake, Direttore generale dell'UNICEF internazionale. «L’UNICEF e i suoi partner stanno lavorando duramente ogni giorno per salvare vite umane e per aiutare questi bambini ad avere un futuro». 

 

Oggi circa 1,2 milioni di persone ad Haiti ricevono acqua potabile ogni giorno grazie alla partnership dell'UNICEF con altre organizzazioni umanitarie: di queste, 330.000 ricevono acqua direttamente tramite l'UNICEF.

 

Più di 275.000 bambini sono stati vaccinati contro le principali malattie prevenibili.

 

I programmi nutrizionali in corso forniscono cibo a circa 550.000 tra bambini sotto i cinque anni e donne in allattamento, mentre 2.000 bambini gravemente malnutriti ricevono cure specifiche e alimenti terapeutici.

 

Mezzo milione di bambini hanno ricevuto materiali didattici, 185 mila di essi direttamente dall’UNICEF: sempre in ambito educativo, l'UNICEF ha curato la formazione specifica per 2.300 insegnanti e a 3.000 altri operatori scolastici.

 

Il settore dell'istruzione è stato duramente colpito da questo disastro, con 3.978 scuole danneggiate o distrutte, l’80% di tutte le scuole nella zona del terremoto.

 

Questo ha aggravato una situazione già fragile, in cui meno della metà dei bambini in età scolare frequentava la scuola prima del terremoto. Tre mesi fa, il governo, con il sostegno dell' UNICEF, ha raccolto la sfida di mandare tutti i bambini a scuola, ricorrendo anche a scuole temporanee e spazi a misura di bambino.

 

L'obiettivo è ora quello di ampliare l'accesso alle opportunità di apprendimento per tutti i bambini, in particolare per quelli più difficili da raggiungere, in tutto il paese. L'UNICEF sta inoltre lavorando con il governo per alleviare il peso delle tasse scolastiche in un contesto dove il 90% delle scuole sono a pagamento e non pubbliche.

 

 «Approfitto per ringraziare i tanti italiani» ha concluso il Presidente dell’UNICEF Italia Vincenzo Spadafora «che attraverso le loro donazioni, oltre 3,5 milioni di euro, ci hanno consentito da subito e ci consentono tutt'ora di intervenire al fianco di questa popolazione colpita da una tragedia senza precedenti».



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