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Haiti

Haiti, non si arresta l'epidemia di colera

Alcune delle 15 tende per pazienti malati di colera installate dall'UNICEF in un ospedale da campo a Cité Soleil, l'immensa baraccopoli di Port-au-Prince, capitale di Haiti - ©UNICEF/HQ2010-2461/M.Dormino
Alcune delle 15 tende per pazienti malati di colera installate dall'UNICEF in un ospedale da campo a Cité Soleil, l'immensa baraccopoli di Port-au-Prince, capitale di Haiti - ©UNICEF/HQ2010-2461/M.Dormino

L'epidemia di colera che sta flagellando Haiti continua a mietere vittime e secondo gli esperti deve ancora raggiungere il suo apice,

Dal dipartimento di Artibonite, primo focolaio dell’epidemia, il contagio ha ormai raggiunto tutti i 10 dipartimenti in cui è suddiviso il Paese (clicca qui per ingrandire la mappa).

A oggi il bilancio dell'infezione è di 80mila contagi e  1.815 vittime. Ogni giorno nell'isola si registrano un migliaio di nuovi ricoveri e da 20 a 40 casi letali.

Il tasso di mortalità sfiora il 4%, il quadruplo rispetto al livello medio di un'epidemia di colera posta sotto controllo. Nel dipartimento di Artibonite la letalità è addirittura del 7,5%

A complicare la situazione si sono aggiunti i disordini seguiti alle elezioni presidenziali del 28 novembre scorso, contestate da 12 dei 18 candidati in lizza, e l'ondata di violente dimostrazioni contro le Nazioni Unite nel Nord del paese, alimentate dalla psicosi che i Caschi blu della missione di peacekeeping (MINUSTAH) diffondano deliberatamente il contagio.

I disordini mettono a repentaglio la sicurezza degli operatori di tutte le organizzazioni umanitarie e rallentano gravemente la distribuzione degli aiuti.

Non sono da dimenticare inoltre le conseguenze dell'uragano Tomas, che a inizio novembre ha colpito il nord dell'isola provocando decine di morti e migliaia di nuovi sfollati.

L'UNICEF in azione

Lo scenario tanto temuto nelle scorse settimane è ormai divenuto realtà: il contagio è arrivato nella capitale Port-au-Prince, rasa al suolo dal catastrofico terremoto del 12 gennaio scorso (220mila morti e 2 milioni di senzatetto), dove oltre un  milione di persone vivono in strutture sovraffollate e in condizioni igieniche precarie, terreno estremamente favorevole alla diffusione della malattia.

«Stiamo mobilitando tutte le risorse e lo staff disponibili, rincorrendo l'evolversi dell'emergenza con le scorte costantemente ripristinate e sforzandoci di raggiungere il maggior numero possibile di bambini e madri» dichiara la Rappresentante dell'UNICEF nel paese, Françoise Gruloos-Ackermans, che ha appena ordinato il dispiegamento sul terreno di altri 65 operatori.

Dall'inizio della crisi l'UNICEF ha distribuito 14 milioni di compresse (Aquatabs) per la potabilizzazione dell'acqua, quasi 8 tonnellate di cloro per la disinfezione delle scorte idriche della capitale e di altre città, centinaia di migliaia di saponette, 2 milioni di bustine di sali reidratanti e forniture per l'igiene (inclusi bagni chimici) per gli ospedali e gli ambulatori di Port-au-Prince.

Ogni giorno, ad Haiti, l'UNICEF distribuisce alla popolazione (composta per metà da bambini e ragazzi) 7 milioni di litri di acqua potabile.

L'UNICEF sostiene la rete di 40 Centri per la terapia del colera diffusi in tutto il paese, vera e propria "trincea" contro l'avanzare dell'epidemia: sono 736 le tende fornite dall'organizzazione per ospitare i soggetti riconosciuti infetti, che devono essere immediatamente isolati dal resto dei pazienti.  

Continuano anche le campagne di prevenzione sanitaria condotte con ogni mezzo (dalla radio ai poster ai megafoni).

Per maggiori dettagli, scarica l'ultimo rapporto su questa emergenza

L'UNICEF ha lanciato un appello alla solidarietà internazionale volto a raccogliere 25,2 milioni di dollari per gli aiuti di emergenza per contrastare l'epidemia di colera. Purtroppo, soltanto un decimo di questa somma è stato finora raccolto.

Per sostenere questa azione umanitaria, fai oggi stesso la tua donazione online.



 
 
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"Mappa dell'emergenza aggiornata al 17 novembre 2010"

scarica pdf (1196 kb) ,

"Aggiornamento sull'emergenza Haiti (30 novembre 2010)"

scarica pdf (707 kb) ,

"Mappa dell'emergenza aggiornata al 1° dicembre 2010"

scarica pdf (105 kb)