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Uniti contro l'AIDS
 

Questa mamma coccola il suo bambino nella loro casa alla periferia di Lusaka (Zambia). Ha scoperto di essere sieropositiva mentre era incinta, e ora partecipa al programma di prevenzione della trasmissione madre-figlio dell’HIV.
Questa mamma coccola il suo bambino nella loro casa alla periferia di Lusaka (Zambia). Ha scoperto di essere sieropositiva mentre era incinta, e ora partecipa al programma di prevenzione della trasmissione madre-figlio dell’HIV.
Bambini e AIDS: dati e messaggi chiave del rapporto UNICEF 2010

 

Nella Giornata mondiale della lotta all'AIDS, è stato pubblicato il rapporto Children and AIDS. Fifth stocktaking report. Di seguito elenchiamo i messaggi chiave emersi nel documento.

 

L’HIV non fa discriminazioni per questo la comunità internazionale non dovrebbe discriminare nelle politiche di lotta all’AIDS. I Paesi e le comunità devono raggiungere i membri più marginalizzati della società e fare fronte ai loro bisogni; solo allora l’accesso universale alla prevenzione, ai trattamenti, alla protezione sociale e alla prevenzione della trasmissione da madre a figlio dell’HIV sarà possibile. 

 

L’eliminazione virtuale della trasmissione da madre a figlio dell’HIV richiede che tutti coloro che ne hanno bisogno abbiano accesso a farmaci antiretrovirali più efficaci. Le barriere alle cure possono essere di natura economica, sociale e culturale;  rompere barriere quali il costo elevato delle cure antenatali, le lunghe attese, la mancanza di mezzi di trasporto per raggiungere i centri di cura per coloro che vivono nelle aree rurali, e lo stigma e la discriminazione nei confronti delle persone sieropositive è di vitale importanza.

 

Secondo le ultime stime ogni giorno più di 1.000 bambini nascono con l’HIV, e più della metà morirà prima del secondo compleanno in assenza di diagnosi e di cure. In molti paesi la diagnosi nella prima infanzia è cresciuta in maniera significativa, mentre la copertura di antiretrovirali rimane ancora troppo bassa in molti paesi a basso e medio reddito (attorno al 6%).

 

Ci sono nuove linee guida e metodi migliori per diagnosticare l’HIV nei bambini, e quindi più opportunità di fornirgli trattamenti salvavita, ma si perdono ancora troppe vite perché la loro diffusione non è capillare come dovrebbe. Solo il 28% del 1.27 milione di bambini che ne hanno bisogno ricevono i trattamenti antiretrovirali. La copertura tra gli adulti è pari circa al 37 per cento.

 

Anche se il numero dei contagi da HIV sta diminuendo o rimanendo stabile in molte parti del mondo, la conoscenza su come evitare il contagio rimane ancora molto bassa. Nel 2001, 5.7 milioni di giovani di età compresa 15-24 anni erano sieropositivi. Alla fine del 2009 erano 5 milioni. Questa diminuzione è legata a comportamenti e pratiche più sicure. Se un numero maggiore di persone sapesse come proteggersi si potrebbero salvare molte più vite.

 

Far fronte ai bisogni delle famiglie più marginalizzate e colpite dall’HIV contribuirebbe a risultati più equi nel campo della salute e dello sviluppo. Ridurre le ineguaglianze che guidano l’epidemia, tra le altre le differenze di genere e i livelli di povertà, aiuterebbe a superare le barriere per l’accesso ai farmaci.



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