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Adolescenza

Rapporto UNICEF 2011, Bagnasco (CEI): soluzioni concrete per gli adolescenti

Il cardinale Angelo Bagnasco e il presidente dell'UNICEF Italia Vincenzo Spadafora alla cerimonia di presentazione del Rapporto UNICEF 2011 - ©UNICEF ITAL/2010-3764/A.Longobardi
Il cardinale Angelo Bagnasco e il presidente dell'UNICEF Italia Vincenzo Spadafora alla cerimonia di presentazione del Rapporto UNICEF 2011 - ©UNICEF ITAL/2010-3764/A.Longobardi

Questa mattina alle h. 11,30 si è svolta a Roma, presso l’Aula Magna della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) la cerimonia per il lancio del rapporto UNICEF "La condizione dell’infanzia del mondo 2011", quest'anno intitolato  "Adolescenza. Il tempo delle opportunità".

Il presidente dell'UNICEF Italia Vincenzo Spadafora ha consegnato ufficialmente il rapporto a S.Em. Cardinale Angelo Bagnasco, presidente della CEI.

Dopo aver illustrato i principali dati del rapporto, il Presidente dell’UNICEF ha sottolineato l’importanza di investire negli adolescenti, tenendo in considerazione le principali difficoltà e problematiche dei ragazzi.

«Bisogna dare ascolto ai giovani, spesso rinchiusi in mondi virtuali e non dobbiamo fare dei ragazzi una generazione delusa, scontenta e arrabbiata».

Spadafora ha inoltre parlato della situazione della povertà nei Paesi OCSE, in particolar modo dell’Italia. Secondo recenti studi dell’UNICEF, la situazione del nostro paese, per quanto riguarda la povertà minorile, è tra le peggiori dei 24 paesi esaminati.

«Il mondo dei ragazzi suscita simpatia e speranza», ha esordito il cardinale Bagnasco, affermando che la Chiesa cattolica italiana ha messo in campo una vera “sfida educativa”.

«I vescovi hanno deciso di centrare il loro impegno nell’educazione». Questa sfida è stata assunta con grande entusiasmo, senza però ingannare i ragazzi con obiettivi facili. «I giovani ci chiedono soluzioni concrete, non giovanilismo, in base a criteri alti e sostanziali».

Bagnasco ha concluso con l’augurio che  «la comunità cristiana, la scuola, la famiglia e la comunicazione possano creare delle virtuose alleanze».

(di Gabriella G. Piscitelli)