Territorio Palestinese Occupato: risultati del progetto ‘Ricostruire l’infanzia’
Risultati e interventi resi possibili grazie ai donatori italiani
Con il progetto “Ricostruire l’infanzia” l’UNICEF Italia, tra il 2009 e il 2010, ha trasferito un totale di 1.162.406 euro all’UNICEF Territorio Palestine Occupato, grazie al generoso contributo dei donatori italiani.
Tramite il progetto è stato possibile coinvolgere direttamente 65.000 adolescenti in molteplici attività di doposcuola, realizzate da centri a misura di adolescente, fornendogli opportunità di apprendimento e socializzazione.
Inoltre, attraverso tali centri, almeno 25.000 adolescenti hanno partecipato attivamente alla vita delle rispettive comunità, attraverso attività da loro organizzate e sostenute dal progetto.
Attività che hanno reso possibili i risultati
Reclutamento e formazione dei facilitatori locali per i centri
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Assunti maestri e facilitatori con esperienza specifica per la gestione dei centri: formati un totale di 848 facilitatori su diritti dell’infanzia, metodologie d’insegnamento partecipato, risoluzione di conflitti e prevenzione di violenze.
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Durante la crisi di Gaza, a inizio del 2009, sono stati formati giovani facilitatori sui meccanismi di sostegno reciproco e sono stati mobilitati per fornire supporto agli adolescenti nelle zone colpite.
Attività per gli adolescenti sostenute nei centri
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Attività sportive e Life skills: 23.050 adolescenti - la metà ragazze - coinvolti in attività sportive tra cui calcio, basket, ping pong; 8.500 hanno beneficiato dell’educazione alle Life skills, con attenzione particolare all’HIV e all’adozione di comportamenti sani e consapevoli.
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Corsi di recupero: circa 36.000 adolescenti con un basso rendimento scolastico hanno beneficiato di lezioni di recupero di arabo e matematica.
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Programmazione e gestione delle attività: diversi adolescenti sono stati coinvolti nei comitati di gestione dei centri, per organizzare e seguire con gli adulti i programmi di doposcuola, di educazione civica, i tornei sportivi e le altre attività svolte dai centri.
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Formazione: 237 adolescenti sono stati formati come ricercatori, per condurre campagne di sensibilizzazione comunitaria sui temi oggetto delle loro ricerche, come l’analfabetismo minorile, la qualità dell’acqua, l’inquinamento atmosferico.
Sostegno a istituzioni e partnership chiave
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Tra il 2009 e il 2010 l’UNICEF ha lavorato per rafforzare le partnership con il Ministero della Gioventù e dello Sport, l’UNRWA, l’UNFPA – rispettivamente l’agenzia ONU per i rifugiati palestinesi e il Fondo della Nazioni Unite per la Popolazione - e diverse organizzazioni locali, per estendere capillarità e potenziarne efficienza degli interventi.
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Tali partnership si sono inoltre concretizzate in 2 campagne nazionali sulla partecipazione civica degli adolescenti: una delle campagne è stata realizzata per celebrare l’Anno Internazionale della Gioventù e la seconda per il 20° anniversario della convenzione sui diritti dell’Infanzia e dell’adolescenza.
Impatto del progetto sui beneficiari
Per molti adolescenti, le attività di doposcuola sono state le uniche attività al di fuori dello schema tradizionale casa-scuola. Le attività extrascolastiche hanno creato un valido spazio di auto-espressione.
La maggior parte degli adolescenti impegnati nei corsi di recupero di arabo e di matematica hanno dimostrato una migliore capacità di lettura, di scrittura e di abilità matematiche.
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