Progetto: ''Scuola e protezione per i bambini di strada''
Con oltre 140 milioni di abitanti, il
Bangladesh è uno dei paesi più densamente popolati al mondo. Una povertà diffusa nell’esposizione a disastri naturali ciclici, come le alluvioni causate dalle piogge monsoniche stagionali, rendono critica la condizione dei bambini, soprattutto quando indigenza e degrado li privano della tutela familiare. I bambini di strada sono tra le categorie più vulnerabili, e l’entità stessa del loro numero è il riflesso dei problemi sociali che affliggono il paese: sovrappopolazione, analfabetismo e povertà. L’UNICEF stima in oltre 300.000 i bambini che vivono e crescono ai margini della società, nell’abbandono e nella miseria più assoluti, spesso senza protezione e istruzione, privi delle cure e dell’assistenza delle famiglie.
Cosa fa l’UNICEF
Attraverso il
progetto ARISE (
Appropriate Resources for Improving Street Children’s Environment), l’UNICEF offre un percorso di reinserimento sociale ai bambini che vivono nelle strade dei principali centri urbani del Bangladesh, mediante attività di istruzione informale e di formazione professionale, effettuate prevalentemente nelle scuole dei Centri in cui i bambini vengono temporaneamente ospitati o in scuole all’aperto. L’obiettivo è promuovere il reinserimento scolastico dei bambini più piccoli e l’avvio dei più grandi ad attività lavorative dignitose e non a rischio. Gli interventi sono concentrati nelle città in cui è maggiore la presenza di bambini di strada, in particolare la capitale Dacca e altri centri urbani distrettuali come
Chittagong e
Baribal. Primi beneficiari del progetto sono 3.500 ragazzi di strada tra i 6 e i 18 anni, individuati tra quelli a più alto rischio.
Gli interventi specifici prevedono: 1) Sostegno a programmi di istruzione informale, realizzati attraverso
Centri per bambini di strada e attività scolastiche all’aperto, incentrati sull’insegnamento adattato alle specifiche esigenze dei bambini di strada.
I programmi educativi includono le cosiddette life skills (informazioni pratiche e competenze utili a prevenire i rischi della vita di strada) utilizzando metodologie peer to peer, cioè basate sulla trasmissione di conoscenze tra coetanei.
2) Reinserimento dei bambini più piccoli nel circuito scolastico formale e inquadramento dei più grandi (12-18 anni) in corsi di formazione al lavoro (artigianato, sartoria, agricoltura e allevamento, meccanica, falegnameria, ecc.) per offrire loro fonti di reddito alternative che li sottraggano ai lavori più a rischio. Ad alcuni bambini sarà fornito un
kit professionale o un micro-credito di partenza per promuovere il lavoro in proprio.
3) Assistenza psicologica per i traumi subiti in strada. Tra le metodologie utilizzate si prevedono giochi di ruolo e attività ricreative per i casi più semplici, mentre i casi più gravi saranno indirizzati a esperti o strutture specializzate.
4) Assistenza medica,
prevenzione dell’HIV/ AIDS, assistenza alimentare, supporto legale, registrazione all’anagrafe e accoglienza temporanea nei Centri per bambini di strada – centri di transito, diversi dagli orfanotrofi – in vista di un loro reinserimento familiare e/o comunitario.
5) Campagne di sensibilizzazione nelle comunità per contrastare i fenomeni di violenza e discriminazione verso i bambini di strada. La cooperazione con le
Ong partner e le istituzioni pubbliche contribuirà a potenziare le capacità di intervento e a garatire la sostenibilità dei risultati conseguiti dal progetto.
Costi per due anni (in €)
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Settori di intervento |
Fondi necessari |
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Istruzione informale nelle scuole dei centri di accoglienza temporanea e in scuole all'aperto |
100.882 |
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Formazione professionale, servizi di inserimento lavorativo e promozione del lavoro in proprio |
147.164 |
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Assistenza psico-sociale |
34.760 |
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Assistenza sanitaria |
105.054 |
Costi di monitoraggio e valutazione del progetto
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52.095 |
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Costi di gestione del progetto |
21.970 |
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TOTALE |
461.952 |