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Cucinare biscotti di sabbia: l’immaginazione aiuta a crescere

Bambina intenta a fare dolcetti di sabbia. © Alessandra Ficarra
Bambina intenta a fare dolcetti di sabbia. © Alessandra Ficarra

L'autrice di questa storia dal campo, Alessandra Ficarra, ha partecipanto a un programma di volontariato della durata di sei mesi in Indonesia. Ha collaborato con l'UNICEF Indonesia nel settore emergenza, prevenzione ed educazione sull'HIV/AIDS.

Il programma ECD-  Early childhood development

Pos Paud Melati I, Trucuk, Klaten District, 13 December 2010

di Alessandra Ficarra

“Ero così preoccupata oggi! Avevo bucato la ruota della bicicletta e non sapevo come poter venire qui!” racconta Ibu (signora, in Indonesiano) Srilesteri, sorridendo- “Poi, per fortuna, un’amica mi ha prestato la sua bicicletta... Sai, é un anno che porto qui mia figlia, e non abbiamo mai perso un appuntamento!”

Sono le 8 di mattina, e come ogni Lunedì, Ibu Srilesteri é arrivata al Pos Paud in bicicletta, con la figlia di 3 anni seduta dietro di lei.
Ma Ibu Srilesteri non è l’unica mamma a venire qui: tre volte a settimana, più di 50 bambini tra i 2 e i 5 anni si riuniscono ed iniziano la giornata con un energizzante riscaldamento: insieme a loro, le “Cadres” (maestre) e le mamme battono le mani e cantano diverse canzoni.

Gli artigiani del villaggio Sajen dovrebbero essere ormai abituati ai canti dei bambini vestiti d’arancione, sebbene il Pos Paud Melati I sia nato solo nel 2007. Questo Pos Paud, infatti, rappresenta una vera e propria evoluzione dell’ “Health Post” tradizionale, il cosiddetto Posyandu: da un’idea dell’UNICEF e insieme al supporto di Baygon, i servizi medici messi a disposizione dal Posyandu sono stati adesso combinati con attivitá educative per i bambini più piccoli.

“Dopo il riscaldamento, ci sono i giochi che le Cadres hanno già preparato per loro” spiega Ibu Kurniasih, indicando i bambini. Essendo una “facilitatrice” a livello distrettuale, Ibu Dwi Kurniasih visita il Pos Paud una volta a settimana, per aiutare le Cadres a realizzare le attività, e per incontrare i genitori dei bambini.

“I giochi che proponiamo sono sempre finalizzati a stimolare l’immaginazione e le capacitá dei bambini: possono giocare o creare qualcosa usando materiali naturali, come acqua, sabbia, carta... in questo modo, riusciamo a stimolare la loro crescita sin dai primi anni di vita!”

I bambini adesso sono divisi in piccolo gruppi e stanno giocando nel cortile. Niente sembra poterli distrarre: qualcuno  è concentrato a fare biscotti con la sabbia, qualcun altro sta versando acqua da una tanica ad una bottiglia più piccola, stando attento a non farla uscire fuori dall’imbuto...

“Ci sono diverse attivitá sia per i bambini, sia per le madri” – dice entusiasta Ibu Surati, moglie del capo del villaggio- “E le mamme sono felici di participare! Molte di loro ripetono a casa tutto quello che fanno qui con i loro bambini: canzoni, giochi, pittura...”


“È vero! Grazie al Pos Paud e alle sue attivitá, abbiamo potuto notare un grande cambiamento nel comportamento delle madri” –interviene Ibu Wiwin, ostetrica in questo villagio dal 1994- “Molte di loro non sapevano bene come comportarsi con i loro figli: spesso alzavano la voce o li picchiavano, pensando che fosse l’unico modo per educarli... ma adesso, sono più pazienti, hanno modi più gentili, e soprattutto hanno imparato come giocare con i loro bambini.”

Ibu Wiwin indica un lungo tavolo sommerso da fogli colorati: i bambini più piccoli stanno dipingendo con tempere e pennelli dentro il Paud, insieme alle loro mamme. Sono circondati da muri colorati, coperti da immagini di animali, piante e persone. Sopra le loro teste, ghirlande di carta e origami pendono dal soffitto: sono le decorazioni fatte a mano dale loro madri. “La mamme di solito siedono insieme qui fuori, discutendo su attivitá che vogliono proporre o creando qualche decorazione, per rendere il Pos Paud più accogliente.” Spiega Ibu Kurniasih.


La figlia di Ibu Ratna, Sindy, ha quasi 4 anni, e visto che le piace cantare a casa le canzoni che canta al Pos Paud, la mamma ha dovuto impararle a memoria: “Per me, é come andare a scuola...e mi piace!” –ammette Ibu Ratma- “Qui ho imparato che i denti vanno lavati ogni giorno, che c’é un modo per lavarsi le mani correttamente, e che devo controllare il tipo di programma che trasmettono prima di lasciare che Sindy guardi la televisione.”

“Sono davvero contenta di questo posto” –dice Ibu Suparmi, mentre decora una cassetta delle lettere di cartone con carta pesta gialla- “Faris (3 anni) si diverte un sacco qui: canta, disegna, dipinge, incontra gli altri bambini... e posso vedere anche la differenza tra lui e sua sorella, che é più grande e non ha frequentato un posto come questo: lui é più attivo di quanto non lo fosse lei, a 3 anni, e anche più indipendente: si sa giá mettere le scarpe da solo!”

In effetti, a Faris, che sta vivacemente correndo inorno al cortile con le mani sporche di pittura, la fantasia sembra davvero non mancargli, visto che dice di essere arrivato al Pos Paud... in aereo!

Grazie al supporto di Baygon e UNICEF, i bambini e le mamme possono adesso godere di una crescita migliore e più sicura: le mamme si sentono più sicure di sé grazie a nuove conoscenze sulla salute e sull’educazione; i loro bambini, invece, hanno l’opportunitá di iniziare subito il loro processo di apprendimento, vivendo le loro prime scoperte e mettendo alla prova le loro capacitá.



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