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Progetto: "Proteggere le mamme bambine"

Prevenire è meglio che curare

Freetown  Freetown, Princess Christian Maternity Hospital. Donne incinte attendono la visita e seguono una sessione informativa sulle buone abitudini alimentari in gravidanza. © UNICEF/ITAL2011/Fiasco
Freetown

Salutiamo e ci rechiamo nel reparto prenatale dove le donne in gravidanza aspettano di essere visitate, sono tante ad attendere il loro turno. Nell’attesa un’infermiera spiega loro come seguire una dieta equilibrata durante la gravidanza assumendo cibi che garantiscano vitamine e sostanze nutritive adeguate per la loro salute e dei loro bambini.

Grazie alla Free Health Care, un’iniziativa che l’UNICEF ha sostenuto strenuamente e lanciata dal Governo della Sierra Leone nell’aprile 2010, le donne in gravidanza, che allattano e i bambini sotto i 5 anni hanno accesso alle cure e ai trattamenti gratuitamente.

Tra queste cure gratuite rientrano anche quelle per la prevenzione della trasmissione da madre a figlio dell’HIV. Ci spostiamo, quindi, nel reparto HIV dove, mentre una donna e il suo bambino si sottopongono al test, un’altra madre ci racconta dello shock di aver appreso di essere sieropositiva, ma anche della sua speranza che il figlio di 7 mesi non abbia contratto il virus.

Il bambino effettuerà il test al compimento dei 18 mesi quando il risultato sarà sicuro, nel frattempo gli viene somministrato il cotrimoxazolo, un antibiotico in grado di tenere a bada la carica virale.

Il dottore con cui parliamo ci rivela con orgoglio che l’ospedale ha appena ricevuto due macchinari per la diagnosi precoce dell’HIV nei bambini, grazie ai quali si potrà determinare già dopo sei settimane dalla nascita se il bambino ha contratto o meno il virus e iniziare quindi le cure per tempo.

Negli ultimi tre anni il numero di contagi da HIV nel paese si è stabilizzato dopo un periodo di crescita esponenziale, tuttavia l’epidemia qui è classificata come generalizzata con un’incidenza sulla popolazione dell’1,6 per cento e pure non avendo i tassi di altri paesi dell’Africa subsahariana la Sierra Leone deve proteggere i propri figli dalla trasmissione verticale dell’HIV.

La visita si conclude con il reparto di pediatria. La Sierra Leone, occupa il quinto posto al mondo per tasso di mortalità infantile sotto i 5 anni. I maggiori killer sono la malaria, la polmonite e la diarrea.

Nel 2010 il governo, grazie anche al ruolo di organizzazioni come l’UNICEF, ha istituzionalizzato con cadenza biennale la settimana della salute per le mamme e i bambini e in occasione dell’ultima sono state distribuite 3,1 milioni di zanzariere, circa una ogni due abitanti della Sierra Leone.

Già alla fine di questa prima visita in una struttura sanitaria del Paese abbiamo la consapevolezza che, a causa della mancanza dei fondi per i macchinari e i medicinali e anche per la difficoltà di raggiungere tutte le mamme e i bambini che ne hanno bisogno, la prevenzione da queste parti è la cura più efficace.

La nostra giornata si conclude con il viaggio verso Bo, quattro ore a sud della capitale Freetown. Bo sarà la nostra base per la visita ai progetti sanitari e di lotta all’abuso e alla violenza che l’UNICEF porta avanti nei distretti sudorientali del Paese.

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