Gli effetti della malnutrizione sull'infanzia
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La malnutrizione è una emergenza invisibile. Proprio come in un iceberg, la sua minaccia reale giace non vista, sotto la superficie.
Ogni anno essa incide - direttamente o indirettamente - su quasi la metà dei decessi tra i bambini sotto i 5 anni.
A differenza di quanto ritiene la maggioranza delle persone, solamente una frazione delle morti per malnutrizione consiste in vere e proprie morti per fame, a seguito di eventi catastrofici come una carestia o una guerra.
Nell'assoluta preponderanza dei casi, la malnutrizione colpisce lentamente e silenziosamente, rallentando lo sviluppo fisico e intellettivo del bambino, provocando ritardi permanenti e infine erodendo la capacità dell'organismo di reagire con successo alle infezioni e alle malattie.
Dietro la morte di un bambino per dissenteria o polmonite, c'è spesso una storia di malnutrizione trascurata.
Un fenomeno con molti volti
La malnutrizione non va confusa con la mera scarsità di cibo (denutrizione), ma è la combinazione di diversi fattori: insufficienza di proteine, zuccheri e micronutrienti, frequenza di malattie e infezioni, insufficiente educazione alimentare, consumo di acqua non potabile, carenza di controlli medici e scarsità di igiene.
La malnutrizione produce effetti devastanti già durante la gestazione, allorché impedisce lo sviluppo regolare del feto, e nei primi anni di vita del bambino. Esistono diverse forme di malnutrizione infantile, e un bambino può soffrire anche di più di esse simultaneamente.
Si stima che globalmente i bambini che soffrono di ritardi nella crescita (malnutrizione cronica o stunting) a causa di una dieta povera siano 150,2 milioni: una quota della popolazione infantile globale del 23,2%. Sebbene il dato rimanga estremamente elevato, la prevalenza globale è diminuita dal 26,4% registrato nel 2012.
Pagina aggiornata al 3 agosto 2026.
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