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Nutrizione

Nutrizione

Un bambino con una razione di Plumpynut, alimento terapeutico pronto per l'uso, nel reparto per malnutriti gravi dell'ospedale di Arua (Uganda) - ©UNICEF/HQ2010-1521/S.Noorani
Un bambino con una razione di Plumpynut, alimento terapeutico pronto per l'uso, nel reparto per malnutriti gravi dell'ospedale di Arua (Uganda) - ©UNICEF/HQ2010-1521/S.Noorani

Gli effetti della malnutrizione sull'infanzia

La malnutrizione è una emergenza invisibile. Proprio come in un iceberg, la sua minaccia reale giace non vista, sotto la superficie.
 
Ogni anno essa incide - direttamente o indirettamente - per oltre un terzo sulla mortalità infantile globale (pari a 7,6 milioni di decessi annui fra i bambini da 0 a 5 anni, stima 2010).

A differenza di quanto ritiene la maggioranza delle persone, solamente una piccola frazione delle morti per malnutrizione consiste in vere e proprie morti per fame, a seguito di eventi catastrofici come una carestia o una guerra.
 
Nell'assoluta preponderanza dei casi, la malnutrizione colpisce lentamente e silenziosamente, rallentando lo sviluppo fisico e intellettivo del bambino, provocando ritardi permanenti e infine erodendo la capacità dell'organismo di reagire con successo alle infezioni e alle malattie.
 
Dietro la morte di un bambino per dissenteria o polmonite, c'è spesso una storia di malnutrizione trascurata

Un fenomeno con molti volti

La malnutrizione non va confusa con la mera scarsità di cibo (denutrizione), ma è la combinazione di diversi fattori: insufficienza di proteine, zuccheri e micronutrienti, frequenza di malattie e infezioni, ignoranza alimentare, consumo di acqua non potabile, carenza di controlli medici e scarsità di igiene.

La malnutrizione produce effetti devastanti già durante la gestazione, allorché impedisce lo sviluppo regolare del feto, e nei primi anni di vita del bambino.

In generale, si stima che circa 200 milioni di bambini sotto i 5 anni soffrano di qualche forma di malnutrizione. Vi sono tuttavia diverse forme di malnutrizione infantile, e un bambino può soffrire anche di più di esse simultaneamente.

Nel Sud del mondo, un neonato su 6 è sottopeso, ossia pesa meno di 2,5 kg. alla nascita. Con il passare dell'età, un numero sempre maggiore di soggetti ricade in questa anomala condizione: la percentuale di bambini sottopeso (malnutrizione acuta) sale al 26% (uno su 4) nella fascia di età tra 0 e 5 anni. 

Essere sottopeso significa correre un rischio 9 volte maggiore, rispetto a un coetaneo normalmente nutrito, di morire anzitempo.
 
Ancora di più sono i bambini che soffrono di deperimento e ritardi nella crescita (malnutrizione cronica) a causa di una dieta povera.

E oltre il 60% dei bambini non è allattato esclusivamente al seno nei primi 6 mesi di vita, come raccomandano l'UNICEF e la comunità scientifica internazionale.
 
L'allattamento naturale è la prima fonte di approvvigionamento di micronutrienti e altri fattori della crescita: nessun alimento può competere con il latte materno quanto a proprietà nutritive, potere immunizzante e proprietà benefiche per l'equilibrio psicofisico del nuovo nato.

Si calcola che ogni anno 1,5 milioni di bambini soccombano per effetto del mancato o insufficiente allattamento al seno, e per le conseguenze nefaste di uno scorretto allattamento con surrogati del latte materno.

Sconfiggere la fame, impresa possibile

La lotta alla malnutrizione è senz'altro uno dei fronti più impegnativi per l'UNICEF e per tutte le organizzazioni di sviluppo umano.

Tuttavia si registrano, soprattutto negli ultimi anni, importanti progressi nel cammino verso lo scenario di una drastica riduzione dei tassi di malnutrizione infantile, come previsto dall'Obiettivo di Sviluppo del Millennio n 1.

Dal 2000 al 2008 è raddoppiata (dal 41 all'88%) la quota della popolazione infantile nei Paesi meno sviluppati che riceve dosi adeguate di vitamina A.

La stessa percentuale di bambini affetti da malnutrizione acuta (v. sopra) è scesa dal 31 al 26% dal 1990 a oggi.

62 Paesi in via di sviluppo sono sulla strada giusta per raggiungere il traguardo fissato per il 2015 (Obiettivo di Sviluppo del Millennio) della riduzione di due terzi nel tasso di malnutrizione acuta.

Molti di questi progressi sono dovuti a misure a basso costo ed elevata efficacia, messe in campo dall'UNICEF e dalle organizzazioni partner.




 
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