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DIRITTI DELL'INFANZIA

 

Minorenni di origine straniera in Italia

Il fenomeno migratorio in Italia è relativamente recente, per questo gli stranieri nati in Italia (le seconde generazioni) sono per la maggior parte ancora minorenni.

Secondo gli ultimi dati pubblicati dall’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) la popolazione straniera residente in Italia al 1 gennaio 2011 è pari a 4.570.317, circa 993.238 sono minorenni. 

Nel 2010 sono stati circa 78.000 i bambini nati in Italia da genitori stranieri, il 13,9% del totale dei nati da residenti in Italia. L'aumento rispetto all'anno precedente, è stato dell'1,3%, valore nettamente inferiore a quello (+6,4%) registrato nel 2009.


Il numero di stranieri minorenni residenti non da un quadro esaustivo della popolazione minorenne di origine straniera presente in Italia. A questo va, infatti, aggiunto il numero dei bambini e degli adolescenti di origine straniera che soggiornano irregolarmente, un fenomeno che per sua natura sfugge alle definizioni statistiche e per cui si corre il maggiormente il rischio di non garantire i diritti fondamentali.

 
La condizione di vulnerabilità dei bambini e degli adolescenti di origine straniera

I bambini e gli adolescenti di origine straniera presenti a vario titolo sul territorio italiano spesso affrontano sfide educative ed economiche maggiori e tassi di povertà più alti, il loro benessere è quindi compromesso in molti ambiti tra cui la sanità, l’istruzione, la sicurezza economica e abitativa e le future opportunità lavorative.

Questo contesto, aggravato dalla conseguenze sociali della crisi economica, ha favorito linguaggi e comportamenti che sempre più spesso hanno come risultato episodi di aperto razzismo nei confronti del “diverso”.

Garantire l’uguaglianza di tutti i bambini e gli adolescenti che vivono in Italia

Per questo l’UNICEF Italia ha lanciato la Campagna “Io come tu” per ribadire l’inviolabilità del principio di non discriminazione a beneficio di bambini e adolescenti di origine straniera, per i quali sembra diventato socialmente accettabile derogare su alcuni diritti universali.

Combattere la discriminazione e l'esclusione sociale

L’emergere di comportamenti discriminatori sta favorendo un grave rischio di esclusione sociale per tutti i bambini e gli adolescenti di origine straniera presenti sul territorio nazionale italiano.

Inoltre il rischio di mancato accesso ai diritti fondamentali per i minorenni che vivono in nuclei famigliari non regolarmente soggiornanti è aumentato a seguito dell’introduzione del reato di ingresso e soggiorno illegale nello Stato italiano.

Infatti, è lecito presumere che i genitori irregolarmente soggiornanti per paura di essere identificati come irregolari e quindi espulsi potrebbero evitare contatti con i servizi pubblici con conseguenti gravi rischi per i diritti dei bambini.

Questa situazione genera inoltre preoccupazione anche per la situazione dei minori richiedenti asilo e per i minori stranieri non accompagnati presenti sul territorio italiano.

Per combattere la discriminazione e l’esclusione sociale dei bambini e degli adolescenti di origine straniera l’UNICEF Italia richiede l’adozione di misure legislative adeguate, quali una riforma della legge sull’acquisizione della cittadinanza (legge 91 del 2002) redatta secondo i principi di non discriminazione e superiore interesse del bambino alla base della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

Favorire l’inclusione sociale significa inoltre promuovere una attitudine sociale positiva nei confronti della popolazione straniera che risiede nel territorio italiano per scongiurare il rischio che a fronte di una parità sul piano legislativo si produca una discriminazione de facto dal punto di vista sociale.

Per maggiori informazioni scarica la scheda completa su Minorenni di origine straniera in Italia