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Monitoraggio della Convenzione

Monitoraggio della Convenzione

L’UNICEF svolge in tutto il mondo un’azione fondamentale nel monitorare l’attuazione della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, funzione espressamente prevista nella Convenzione stessa.

Sin dalla ratifica da parte dell’Italia della Convenzione, l’UNICEF Italia ha utilizzato questo trattato come quadro di riferimento per impostare la sua azione, così come si è impegnato attivamente nel promuovere al meglio il processo di reporting previsto dalla Convenzione stessa.

Facendo parte dell’Osservatorio Nazionale sull'infanzia e l'adolescenza, l’UNICEF Italia contribuisce alla stesura del Rapporto che ogni cinque anni lo Stato italiano deve sottoporre al Comitato ONU sui diritti dell'infanzia, così come partecipa annualmente al monitoraggio realizzato dal Gruppo di lavoro sulla CRC (CRC è l'acronimo internazionale della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza)

Poiché l’ascolto dei bambini e degli adolescenti è uno dei principi generali che devono guidare l’attuazione stessa dell’intera Convenzione, il Coordinamento PIDIDA (Per I Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza) ha realizzato un percorso che ha permesso, per la prima volta per l’Italia, di sottoporre all’attenzione del Comitato ONU un Rapporto sulla situazione dei diritti dal punto di vista dei bambini e dei ragazzi.

Per promuovere il rispetto dello spirito e della lettera della Convenzione, in Italia l’UNICEF, negli anni, ha tradotto e diffuso sul territorio nazionale le Osservazioni conclusive 2003 , le Osservazioni conclusive 2006 e le Osservazioni conclusive 2011, che il Comitato ONU sui diritti dell'infanzia formula ai Paesi che hanno ratificato la Convenzione, così come i Commenti generali con i quali lo stesso Comitato delinea l’interpretazione autentica della Convenzione.

Il quadro di riferimento dell’attività di advocacy a livello nazionale è il documento “Un impegno per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”, strumento principe per l’azione di pressione nei confronti del Governo e del Parlamento che, a partire dalle misure generali sino all’individuazioni di tematiche prioritarie, definisce l’agenda politica per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza dal punto di vista dell’UNICEF-Italia.

Queste,
insieme alle principali ricerche dell’UNICEF e degli Istituti di ricerca nazionali, forniscono il quadro di riferimento per definire i programmi che vengono portati avanti sul territorio nazionale.

Sulla base delle priorità condivise a livello internazionale, l’azione si concentra in particolare sulle Misure generali di attuazione della Convenzione del Comitato ONU sui diritti dell'infanzia, è in tale contesto che si inseriscono le attività sulla legislazione, così come quella relativa al Piano nazionale infanzia e all’Istituzione del Garante nazionale e di Garanti in ogni Regione.

L’individuazione di risorse per l’infanzia e l’adolescenza, così come di un sistema di raccolta dati e di formazione adeguati, rientrano nelle azioni strutturali che l’UNICEF propone di realizzare.

Si tratta di lobbying pro-attiva con le istituzioni nazionali (governo, parlamento, istituti e enti governativi) per la definizione e l’attuazione di leggi, politiche e procedure che rispettino i diritti umani dei bambini e degli adolescenti. Quest’azione si svolge anche nei confronti della politica estera del governo italiano e quindi anche del sostegno all’UNICEF.

L’UNICEF Italia sostiene attivamente la creazione di luoghi e momenti di confronto e di lavoro comune con organizzazioni non-governative, associazioni di categorie, gruppi rappresentativi della società civile, della quale intende favorire in ogni modo la crescita, in generale e nelle sue espressioni organizzate, per favorire la piena attuazione della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.