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Progetto "Bambini di strada"


Congo, dopo il voto clima di guerra e bambini in fuga

9 dicembre 2011

Tensione alle stelle nella Repubblica Democratica del Congo a poche ore dalla proclamazione dei risultati elettorali, già rinviata due volte per le complicatissime operazioni di conteggio dei voti nell'immenso Paese, il terzo più vasto del continente africano.

Come ci riferisce Alessandra Dentice, cooperante italiana in servizio presso l'UNICEF in Congo, ci si prepara a una nuova esplosione di violenza a seguito della comunicazione, da parte della Commissione elettorale nazionale (CENI) del nuovo Presidente della Repubblica.

Il verdetto finale della Commissione dovrà indicare chi ha prevalso tra due degli 11 candidati in lizza: il presidente in carica Joseph Kabila e il leader dell'Unione per la Democrazia e il Progresso Sociale (UDPS) Ètienne Thisekedi, autoproclamatosi vincitore già alcune settimane fa. 

«Stiamo predisponendo misure di emergenza in vista del peggio» ci dice Alessandra Dentice. «La situazione è particolarmente preoccupante per i bambini nella capitale Kinshasa. Vediamo molti bambini e ragazzi trasferirsi dalle periferie e dall'hinterland verso i quartieri centrali, dove sperano di trovare un minimo di protezione. Nelle ultime 24 ore abbiamo registrato un incremento del 15% nel numero di bambini e adolescenti ospitati nei centri di accoglienza per minori finanziati dall'UNICEF.» 

A Kinshasa - una metropoli di circa 10 milioni di abitanti, molti dei quali affluiti dalle province in cui tuttora è in corso una guerra "a bassa intensità" - l'UNICEF conduce numerosi programmi di assistenza all'infanzia, tra cui una rete di Centri di accoglienza per bambini di strada finanziati con donazioni dei sostenitori italiani dell'UNICEF, in particolar modo dell'Emilia Romagna.


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