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L'azione dell'UNICEF per i bambini del Sahel: ecco cosa stiamo facendo

Un bambino in cura per un grave stato di denutrizione in un Centro nutrizionale terapeutico dell'UNICEF a Mao (Ciad) - ©UNICEF/NYHQ2011-2173/P.Esteve
Un bambino in cura per un grave stato di denutrizione in un Centro nutrizionale terapeutico dell'UNICEF a Mao (Ciad) - ©UNICEF/NYHQ2011-2173/P.Esteve

Le dimensioni dell'emergenza

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Sono complessivamente 18 milioni le persone che hanno subito le conseguenze della crisi alimentare a seguito della gravissima siccità che ha investito 9 Paesi nella regione africana del Sahel (guarda la mappa): gli interi territori di Ciad, Burkina Faso, Gambia, Mauritania, Mali e Niger e le regioni settentrionali di Nigeria, Camerun e Senegal

Secondo le stime dell'UNICEF, 4 milioni di bambini tra 0 e 5 anni sono affetti da forme più o meno gravi di malnutrizione: tra essi, 1,1 milioni sono a rischio di morte per malnutrizione acuta grave (lo stato più pericoloso delle diverse forme di carenza alimentare) e la loro sopravvivenza dipende quasi esclusivamente dagli aiuti umanitari. 

Dall'inizio dell'anno l'UNICEF e le organizzazioni partner sono riuscite a prestare terapia nutrizionale a oltre 734.000 bambini affetti da malnutrizione acuta grave: questo numero, che si prevede salirà a 850.000 per la fine dell'anno, può essere dunque interpretato come numero di vite umane salvate dalla morte per fame. 

L'area del Sahel, messa in ginocchio già nel 2011 da scarsissime piogge e magri raccolti (in quell'anno, nella regione, l'UNICEF aveva assistito con terapie nutrizionali ben 619.000 bambini), ha affrontato nel 2012 un'anomala stagione delle piogge: le precipitazioni, abbattendosi su terreni devastati dalla siccità, hanno provocato inondazioni disastrose soprattutto in Niger, mentre il ristagno delle acque sta favorendo la proliferazione dell'antica piaga delle cavallette e la diffusione del colera

Nel Mali la situazione è stata aggravata dalla crisi innescata dal recente colpo di stato militare, che ha provocato circa 410.000 tra sfollati e profughi.

 

L'impatto sull'infanzia

«Il Sahel è una regione sempre sull'orlo della crisi. Famiglie e bambini sono rimaste indebolite dalla siccità nel 2010 e nel 2005. Ora l'insicurezza sta crescendo in diversi Paesi, con centinaia di migliaia di sfollati. I prezzi dei prodotti alimentari sono aumentati, i raccolti sono stati scarsi» ha affermato il Direttore dell’UNICEF nel corso di una recente missione in Ciad.

Nel Sahel, la malnutrizione costituisce il più grave fattore di rischio di mortalità tra i bambini piccoli, contribuendo al 35% di tutti i decessi infantili annui nella regione.

Ogni anno nel Sahel muoiono 645.000 bambini, 226.000 dei quali per cause legate alla malnutrizione (guarda l'infografica sulle cause del fenomeno).

Nei paesi colpiti la malnutrizione dei bambini è effetto non solo della quantità e qualità del cibo disponibile: la maggior parte dei decessi infantili è correlata anche alla mancanza di adeguati servizi sanitari e al carente accesso della popolazione all'acqua potabile e ai servizi igienici di base.

 

L'UNICEF in azione

L'UNICEF, stabilmente presente in tutti i Paesi colpiti dalla crisi con oltre 500 operatori ed esperti, ha immediatamente mobilitato ingenti scorte di aiuti umanitari, tra cui (guarda l'infografica per una visione d'insieme sugli aiuti UNICEF):

  • 52,4 milioni di bustine monodose di alimenti terapeutici pronti per l’uso (sufficienti per garantire 2 mesi di terapia a 291.000 bambini). In totale, le dosi acquistate dall'UNICEF nel 2012 - in parte distribuite, in parte stoccate - sono state circa 125 milioni
  • 621.000 buste di latte nutrizionale terapeutico 
  • 118.500 braccialetti (MUAC) per monitorare lo stato nutrizionale dei bambini
  • 6,2 milioni di compresse per la potabilizzazione dell’acqua
  • 21.500 cisterne per contenere l'acqua potabile
  • 319.740 flaconi di antibiotici (amoxicillina)
  • 6 milioni di bambini sono stati vaccinati contro il morbillo e sono state distribuite 9 milioni di zanzariere contro la malaria.

Leggi il report aggiornato al 18 dicembre 2012 sull'azione umanitaria dell'UNICEF nel Sahel.


I piani per fronteggiare l'emergenza 

I programmi dell'UNICEF prevedono una prima fase di risposta d’emergenza, diretta a salvare il più alto numero di vite possibile, e una seconda fase volta ad affrontare le cause strutturali sottostanti la malnutrizione.

L’obiettivo è offrire cura e assistenza a 1,1 milione di bambini che rischiano d’essere affetti da malnutrizione acuta grave, e in serio pericolo di vita, estendendo i servizi che, allo stato attuale, sono in grado di fornire cure solo a 500.000 bambini.

L’UNICEF sta collaborando con il World Food Programme (WFPper garantire assistenza a circa 3 milioni di bambini affetti da malnutrizione moderata. 

Per il complesso degli interventi necessari nel 2012, l’UNICEF stima occorrano 239 milioni di dollari. Al momento ne sono stati donati circa 134 milioni, pari al 56% del totale.

 

Come puoi aiutare

 Anche tu puoi contribuire a salvare la vita dei bambini con una donazione online oppure con un degli altri modi per donare:

bollettino di c/c postale numero 745.000, intestato a UNICEF Italia, specificando la causale “Emergenza Sahel”  
carta di credito online sul nostro sito oppure telefonando al Numero Verde UNICEF 800 745 000
bonifico bancario sul conto corrente intestato a UNICEF Italia su Banca Popolare Etica: IBAN IT51 R050 1803 2000 0000 0510 051, specificando la causale “Emergenza Sahel"
- donazione presso il Comitato UNICEF della tua città (trova qui quello più vicino a te)



 
 
Scarica

"Sahel, le cause dell'emergenza"

scarica pdf (122 kb) ,

"Sahel, mappa della crisi e popolazione colpita"

scarica pdf (578 kb) ,

"L'azione umanitaria UNICEF nel Sahel (aggiornamento del 18 dicembre 2012)"

scarica pdf (298 kb)