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Dentro il Sahel. Diario di un breve viaggio in attesa della pioggia / 9

Alla fonte di Moundi

Continuiamo a parlare con altre donne che seguono i programmi sanitari e nutrizionali, come Aminatou Mint Yargh, che sogna di fare un vero corso da infermiera.
 
Intanto è impegnata da quando, a 17 anni, nel 1995, si avviò il primo corso di formazione con l’UNICEF, e ora è responsabile del Comitato sanitario locale e gestisce il piccolo dispensario di farmaci essenziali, venduti a prezzo “politico” per garantire la disponibilità continua delle scorte.
 
Non ci guadagna nulla, salvo ogni tanto un rimborso spese, ma ha l’appoggio della volitiva madre, Madame Yargh, produttrice di ottime verdure, che si presenta come vice-sindaco di qui («Io siedo coi capi nelle discussioni») ed esorta ridendo la figlia a farlo, il corso da infermiera a Nouakchott, «tanto al massimo tuo marito si prenderà un’altra moglie, non ti preoccupare!» 
 
La battuta suscita risate generali, ma si passa subito alle cose serie. «Visto che qui siamo 300 donne, tutte impegnate in qualche Comitato, l’UNICEF non potrebbe continuare ad aiutarci con qualche altro serbatoio per l’acqua, qualche altro corso? Io e è come se fossi stata allattata dall’UNICEF, non vorrete mica svezzarmi prima del tempo...»
 
Finisce che si balla tutti insieme, e poi in corteo si va a vedere la famosa fonte di Moundi. Dalla sorgente, protetta da un edificio in pietra, partono una serie di tubazioni che riforniscono svariate cannelle e abbeveratoi per il bestiame, intorno ci sono a perdita d’occhio mandrie di bovini, cammelli, greggi di pecore e capre, perché qui affluiscono ogni giorno popolazioni nomadi per dissetare le loro bestie.

Alla fonte d’acqua di Moundi, centinaia di nomadi portano le loro mandrie assetate per la prolungata siccità  - ©UNICEF Italia/2012/D.Lodi

Alla fonte d’acqua di Moundi, centinaia di nomadi portano le loro mandrie assetate per la prolungata siccità - ©UNICEF Italia/2012/D.Lodi

 
Di questi tempi, infatti, la portata dell’acqua si è ridotta, c’è preoccupazione ma nessuno degli abitanti di Moundi si sognerebbe di cacciare via questi nuovi arrivati: la generosità verso gli ospiti e la solidarietà di fronte alla siccità sono valori radicati qui come altrove, nella società mauritana.
 
Mentre ci aggiriamo tra vacche smagrite e pecore appena tosate, è passato mezzogiorno e compare un gruppo di ragazzini usciti da scuola, tutti con le cartelle blu dell’UNICEF a tracolla, che si avviano ridendo verso casa.
 
Un buon segno alla fine del nostro viaggio, un segno di quella speranza nel futuro che qui in Mauritania, nonostante le avversità, non manca.
 
La stagione delle piogge dovrebbe iniziare a metà giugno, se Dio vorrà...

Bambini escono da scuola con le cartelle dell'UNICEF, vicino alla fonte di Moundi - ©UNICEF Italia/2012/D.Lodi

Bambini escono da scuola con le cartelle dell'UNICEF, vicino alla fonte di Moundi - ©UNICEF Italia/2012/D.Lodi

 
 
(fine del diario - Donata Lodi)
 


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