Mi chiamo Afilippa e abito nel paese degli attaccapanni.
Avrete certamente sentito parlare di Rodirondolo. E' un bel paesotto ai piedi dell'Appennino tosco emiliano, tra Imola e Bologna. Ci sono tre fabbrichette artigiane, tanti bei negozi e un grandissimo centro commerciale: tutti che producono o vendono attaccapanni.
Attaccapanni di legno, di ceramica, di plastica, di ferro, di ottone, di gomma, di alluminio, persino di carta o di cartone: se cercate un attaccapanni dovete venire a Rodirondolo.
Io che sono una bambola e non posso produrre o comprare attac-capanni sono un po' considerata un outsider a Rodirondolo, ma la gente del paese non è cattiva, e anche se io servo a poco e sono tagliata fuori da tutti i giri che contano, le persone sono abbastanza gentili con me.
Io sono una bambola non udente e questo è un altro motivo per cui faccio fatica a inserirmi: niente banda, niente discoteca, niente karaoke.
Però quando la mia amica Amaddalena, che sarebbe la mia padroncina, mi porta con sé alle Braglie, che sono una specie di piscina naturale creata dal fiume Sillaro mentre scende a valle, e ce ne stiamo noi due ad ascoltare il silenzio dei calanchi, sono felice di abitare qui.
Anche se io udissi, qui non ci sarebbe nemmeno un rumore da ascoltare. Solo il fiume, ma io immagino il suo suono negli occhi di Amaddalena, e quando veniamo fin quassù sono contenta.
Ieri mentre lanciavamo sassi piatti nella vasca più grande, giocando a chi faceva più rimbalzi, è arrivata una volpe. Una piccola volpe rossiccia si è messa a guardarci, per un attimo sembrava proprio che volesse giocare con noi.