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Progetto "Uniti contro lo sfruttamento dei bambini"

bambina bolivia
bambina bolivia
Report di progetto: "Uniti contro lo sfruttamento dei bambini" in Bolivia

Lo sfruttamento del lavoro minorile in Bolivia

In Bolivia lo sfruttamento del lavoro minorile resta un fenomeno di grave entità, con il 10% della popolazione economicamente attiva che ha età inferiore ai 18 anni: lo studio ‘Il lavoro minorile in Bolivia, caratteristiche e condizioni’, rivela che oltre 313.000 bambini sono impegnati in varie forme di lavoro minorile, tra cui 115.000 bambini tra 7 e 13 anni e 198.000 adolescenti tra 14 e 17.

Tra le peggiori forme di sfruttamento del lavoro minorile, l’impiego nelle piantagioni di canna da zucchero e nella raccolta delle noci brasiliane implica la migrazione stagionale di popolazioni che, per 6-8 mesi, si trasferiscono dagli altopiani occidentali del Paese nei bassopiani orientali, in contesti socioculturali e climatici profondamente diversi da quelli di origine. Costretti a svolgere mansioni usuranti e a vivere in condizioni estremamente dure, in campi improvvisati e abitazioni di fortuna, bambini e famiglie versano in condizioni di miseria, esposti a malattie endemiche e ad altri rischi. Per la loro natura mobile, i campi sono spesso privi d’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienici, all’assistenza medica e all’istruzione primaria, mentre la vita nella boscaglia comporta altri pericoli per la salute, per la presenza di serpenti e insetti e per l’esposizione a malattie endemiche come la dengue, le malattie diarroiche e respiratorie. Ai rischi derivanti dalle misere condizioni di vita, si aggiungono quelli propri di un lavoro che implica l’uso di strumenti pericolosi, come ad esempio i machete, e condizioni lavorative particolarmente dure, soprattutto per i bambini.

I risultati ottenuti dal progetto (2010)

L’UNICEF Italia sostiene dal 2008 gli interventi operati dall’UNICEF Bolivia per coinvolgere istituzioni, settore privato e organizzazioni dei lavoratori locali nell’eliminazione progressiva delle peggiori forme di lavoro minorile: tramite il progetto ‘Uniti contro lo sfruttamento dei bambini’, l’UNICEF Bolivia mira a garantire nelle piantagioni servizi di base quali l’assistenza medica e nutrizionale, l’accesso all’acqua potabile e condizioni igieniche accettabili, fondamentali per lo stato di salute dei bambini.

Al contempo, il progetto promuove l’inserimento stagionale dei bambini migranti nelle scuole locali, sostenendo la didattica e il miglioramento delle infrastrutture scolastiche, nonché misure di protezione per tutelare i bambini dai rischi propri delle condizioni di vita e lavorative che sono costretti a sopportare. Grazie al generoso contributo dei donatori italiani – 300.000 euro trasferiti dall’UNICEF Italia nel 2010, che si sommano ai 393.291 euro del 2008-2009 – l’UNICEF Bolivia ha potuto operare sia sotto il profilo del potenziamento delle istituzioni nazionali e locali, sia dell’assistenza diretta e della protezione dei bambini lavoratori. Sotto il profilo istituzionale, nel 2010 l’UNICEF Bolivia ha attuato il progetto in collaborazione e sostenendo il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, potenziandone il sistema di protezione sociale, le competenze tecniche e promuovendo la modifica del codice del lavoro e della protezione dell’infanzia, per un innalzamento dell’età minima lavorativa a 14 anni. A livello distrettuale, l’UNICEF Bolivia ha sostenuto e potenziato gli interventi previsti dal progetto in 18 municipalità del paese.

Nel 2010, inoltre, gli interventi del progetto sono stati estesi alla città mineraria di Potosì, dove si rileva un largo impiego di manodopera minorile. Sul piano dell’assistenza diretta e della protezione, più di 14.000 bambini hanno beneficiato di vari interventi, dall’iscrizione anagrafica, all’assistenza psicosociale, scolastica, per l’igiene personale, all??assistenza medica di base, erogata in 306 campi. Un totale di 13 sindaci, 13 Uffici per la difesa dell’infanzia, 1.442 tra maestri e genitori hanno partecipato a sessioni di formazione sui diritti e contro il lavoro minorile. Inoltre, 36 Uffici per la difesa dell’infanzia, 80 tra assistenti sociali e ispettori del lavoro sono stati formati e 234 ispezioni sono state condotte nelle piantagioni di diverse municipalità.

Nel 2008-2009, grazie al progetto, 30.000 famiglie di lavoratori stagionali e 3.000 bambini avevano già beneficiato d’assistenza medica, nutrizionale e igienico-sanitaria; 10.000 bambini delle piantagioni erano stati registrati e inseriti nelle scuole locali; 30.000 famiglie di lavoratori stagionali erano state formate sui diritti e la protezione dei bambini.

Gli interventi resi possibili dal progetto (2010)

Di seguito, il dettaglio di alcuni dei principali interventi realizzati nel 2010:

Potenziamento del sistema nazionale di protezione dell’infanzia

  1. Stretta un’alleanza con l’Organizzazione Internazionale del Lavoro per assistere in modo coordinato la Commissione Nazionale per l’Eradicazione del Lavoro Minorile;
  2. Istituita e sostenuta una Commissione interistituzionale per il coordinamento tra la Commissione nazionale e le commissioni locali che operano a livello distrettuale;
  3. Sviluppata una proposta per l’adozione nel Codice del lavoro e nel Codice per l’infanzia e l’adolescenza della norma che innalza a 14 anni l’età minima lavorativa: la proposta contiene anche precisi regolamenti riguardo al reclutamento, condizioni lavorative, sicurezza sul lavoro e assistenza in caso di infortuni per gli adolescenti sopra i 14 anni, nonché una lista dei lavori espressamente vietati. La proposta di riforma assegna inoltre poteri e competenze definite alle autorità a vario ruolo coinvolte per la difesa, protezione e assistenza legale ai minori;
  4. Presentazione della proposta di riforma a 180 tra rappresentanti delle istituzioni e della società civile tramite 6 workshop regionali;
  5. Distribuiti nelle principali città del paese più di 15.000 materiali informativi e di sensibilizzazione contro il lavoro minorile.

Potenziamento delle capacità d’intervento delle istituzioni locali

  1. Sostenuti gli interventi di lotta allo sfruttamento del lavoro minorile in 11 municipalità del dipartimento di Santa Cruz e 2 di quello di Tarija, dove si raccoglie e lavora la canna da zucchero, e in 4 municipalità del dipartimento di Pando e una di Beni, dove è localizzata la lavorazione delle noci brasiliane;
  2. Riaperti 13 Uffici per la difesa dell’infanzia, dotati di nuovo personale adeguatamente formato su diritti dell’infanzia e contrasto del lavoro minorile;
  3. Per sostenere a livello locale l’eradicazione del lavoro minorile e il sistema di protezione dei bambini lavoratori, 3 commissioni locali per il contrasto del lavoro minorile sono state rafforzate tramite nuovo personale tecnico pagato dall’UNICEF; 4 nuovi ispettori del lavoro hanno potenziato il monitoraggio nelle piantagioni, sanzionando le irregolarità e riportandole agli uffici di difesa dell’infanzia; 4 operatori dei servizi sociali hanno stretto accordi con le autorità di 11 municipalità per garantire l’acceso di bambini e lavoratori stagionali ai servizi integrati d’assistenza medica e inserimento scolastico.

Interventi per l’accesso ai servizi sociali di base nelle piantagioni

  1. 11.460 bambini di famiglie impiegate nelle piantagioni e 2.300 adulti hanno ricevuto un regolare certificato di nascita; 2.000 persone sono state sensibilizzate sull’importanza dell’iscrizione anagrafica e del diritto a usufruirne gratuitamente;
  2. I bambini di 306 campi hanno ricevuto assistenza medica integrata erogata ogni 15 giorni; 520 bambini hanno beneficiato d’assistenza psicosociale; 800 bambini di cure contro i pidocchi e 200 d’interventi per l’igiene orale;
  3. 13 sindaci, il personale di 13 Uffici per la difesa dell’infanzia, 942 bambini, 824 maestri e 618 genitori sono stati formati e hanno partecipato ad attività di sensibilizzazione sui diritti dell’infanzia e il lavoro minorile;
  4. 36 Uffici per la difesa dell’infanzia, 13 assistenti sociali e 67 ispettori del lavoro sono stati formati sulla legislazione nazionale e internazionale concernente il lavoro minorile;
  5. Realizzate 234 ispezioni nelle piantagioni e nei campi di diverse municipalità, per verificare condizioni di lavoro e accesso ai servizi di base: segnalate alle autorità violazioni commesse da 13 proprietari di piantagioni;
  6. 11 proprietari di piantagioni di canna da zucchero e noci brasiliane sono stati sensibilizzati su diritti dell’infanzia e eradicazione del lavoro minorile.