Obiettivi di Sviluppo del Millennio: a metà cammino, il più è ancora da farsi
18 novembre 2009
- ©UN Photo/Eskinder Debebe
Nonostante i progressi realizzati ad oggi, a metà del cammino verso la fatidica data del 2015, gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (OSM) sono ancora un traguardo lontano.
Per sperare di raggiungerli entro il limite temporale prestabilito occorrerà un'azione immediata e sostenuta di qui ai prossimi 8 anni, rivela l'ONU - che degli Obiettivi del Millennio è il principale sponsor.
Ad esempio, sul fronte della lotta alla fame e alla miseria economica (OSM 1), si stimano ancora in quasi un miliardo gli esseri umani che vivono con meno di 1 dollaro al giorno, soglia considerata di povertà assoluta.
L'Africa subsahariana, regione in cui si registrano alcuni fra i peggiori indicatori socio-sanitari del globo, non è al momento in linea con alcuno degli otto Obiettivi.
Non mancano tuttavia segnali di speranza, provenienti da altre aree del pianeta, dove si sta dimostrando quanto sia possibile migliorare le condizioni di vita dei bambini e delle famiglie quando l'impegno viene condiviso a livello collettivo.
Progressi importanti, ma i paesi ricchi non onorano gli impegni
- Un ragazzino dorme su un cartone a Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana - ©UNICEF/HQ07-0072/G.Pirozzi
Il rapporto "Millennium Development Goals 2007", presentato a Ginevra lunedì 2 luglio, traccia i progressi registrati dal settembre 2000 a oggi sui fronti degli 8 Obiettivi.
«I risultati presentati in questo rapporto ci indicano che ci sono stati progressi, e che il successo è ancora possibile nella maggior parte dei continenti» scrive il Segretario Generale dell'ONU Ban Ki-moon nella prefazione al rapporto, «ma ci rivelano anche quanta strada rimanga da percorrere.»
Per accelerare il consegumento degli OSM occorre una combinazione di vari ingredienti: una forte leadership da parte dei Governi, corrette politiche sociali, strategie concrete per incrementare gli investimenti pubblici nelle aree prioritarie, e un adeguato supporto tecnico e finanziario da parte della comunità internazionale.
Il rapporto cita a titolo di esempio i risultati ottenuti a livello globale nella riduzione della mortalità infantile e nella scolarizzazione primaria (la quota dei bambini che va a scuola nel mondo è salita dall'80% nel 1991 all'88% nel 2005).
D'altro conto, si rileva che gran parte dei Paesi industrializzati non ha onorato i propri impegni per finanziare la "partnership globale per lo sviluppo" (OSM 8).
Il Segretario Generale dell'ONU sottolinea che «l'assenza di qualsiasi significativo aumento nell'Aiuto pubblico allo sviluppo dal 2004 a oggi rende impossibile raggiungere gli OSM, anche per paesi ben governati.»
Solamente 5 Paesi donatori hanno raggiunto o superato la soglia fissata in ambito ONU dello 0.7% del Prodotto interno lordo devoluta alla cooperazione allo sviluppo.
Investire nei bambini
- Un gruppo di donne durante una sessione comunitaria di prevenzione dell'HIV/AIDS - ©UN Photo/Evan Schneider
Il rapporto sottolinea tuttavia che raggiungere gli Obiettivi non è responsabilità esclusiva dei Governi, ma piuttosto un impegno collettivo che grava su tutti i segmenti di una società.
La potenzialità degli OSM risiede nella loro interconnessione, e nella loro capacità di aggredire le cause della povertà e dell'ineguaglianza.
Ad esempio, garantire l'empowerment femminile non è solamente uno degli Obiettivi (per la precisione, il numero 3) ma anche un requisito fondamentale per il successo degli altri sette OSM.
La condizione della donna ha infatti un impatto diretto sul benessere dei bambini, che sono il cuore degli OSM. Donne in salute, istruite e consce dei propri diritti avranno pure figli in salute, istruiti e fiduciosi in se stessi.
Come chiarisce il "'Millennium Development Goals Report 2007", soltanto attraverso investimenti nel futuro delle comunità e delle società - il che significa, in ultima analisi, investire nei bambini - sarà possibile spezzare il circolo della povertà nei Paesi in via di sviluppo, ora e per sempre.