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Protezione dell'infanzia

Mutilazioni genitali ed età delle bambine

Correlazione tra due generazioni rispetto alla pratica delle MGF, in 15 Paesi africani e in Yemen.
Correlazione tra due generazioni rispetto alla pratica delle MGF, in 15 Paesi africani e in Yemen - ©UNICEF

Le mutilazioni genitali sono generalmente praticate su soggetti molto giovani, in media ragazze che non hanno ancora compiuto 15 anni.
 
In Egitto, il 90% dei casi accertati di MGF è stato compiuto su bambine in età compresa tra 5 e 14 anni. Ma l'età media scende ancora in paesi come Etiopia, Mali e Mauritania, dove metà delle MGF viene praticata su bambine sotto i 5 anni. In Yemen addirittura gli interventi di MGF vengono compiuti in tre quarti dei casi su neonate entro le prime due settimane di vita.
 
In alcune comunità l'escissione può essere praticata anche su donne più adulte, alla vigilia del matrimonio o all'inizio della prima gravidanza, e persino su donne che hanno appena partorito.
 
Queste modalità sono pertinenti alla cultura di appartenenza, e tendono a rimanere piuttosto stabili nel tempo.
 
Tuttavia, negli ultimi decenni, la consapevolezza delle implicazioni negative per la salute della donna ha fatto sì che una percentuale sempre maggiore di casi di MGF venissero gestiti da personale dotato di un livello anche rudimentale di formazione sanitaria.
 
Le forme "medicalizzate" di MGF contano ormai per il 94% del totale dei casi in Egitto, per il 76% in Yemen, per il 65% in Mauritania e per poco meno di metà dei casi in Kenya e Costa d'Avorio.
 
L'UNICEF e l'OMS sottolineano che questa evoluzione del fenomeno limita il dolore e alcune conseguenze negative legate alla gestione delle complicazioni (emorragie, infezioni), ma non cambia il fatto che le MGF siano una lesione dei diritti umani, né può ridurre la tensione verso l'obiettivo di lungo termine, ossia l'eliminazione di questa pratica.
 
In alcuni paesi è stato registrato anche un abbassamento dell'età media in cui una ragazza subisce l'intervento di MGF: paradossalmente, ciò può a volte essere un effetto delle nuove leggi in materia, che proibendo le MGF inducono i genitori a praticarle su figlie sempre più giovani (minore è l'età, più facile diventa eludere i controlli).
 
La legislazione anti-MGF in certa misura può anche spingere coloro che non intendono abbandonarla verso una deriva clandestina della pratica, come accade spesso con l'aborto in un regime di proibizionismo.

Tuttavia, non mancano trend positivi rispetto al fattore età. 

Laddove è possibile confrontare indagini condotte in periodi di tempo differenti, appare spesso che le ragazze più giovani tendono a sottrarsi alla pratica con maggiore efficacia rispetto a quanto riuscissero a fare le loro coetanee in epoche precedenti.
 
Inoltre (cfr. grafico in questa pagina), cresce in molti paesi lo scarto tra la percentuale di donne che hanno subito le mutilazioni genitali e quelle che a loro volta sottopongono le proprie figlie a questa pratica.