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Ecuador

Report di progetto: 'Diritto alla scuola e alla salute' in Ecuador

bambina ecuador
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La condizione dell’infanzia nella provincia di Esmeraldas, nel nord dell’Ecuador

 

Molteplici fattori ostacolano il diritto all’istruzione, alla salute e alla protezione nella provincia di Esmeraldas, nel nordovest dell’Ecuador, ed in particolare nel cantone di Eloy Alfaro, al confine con la Colombia: alla povertà endemica della provincia si somma una fragilità istituzionale che, nel cantone di Eloy Alfaro, si traduce nella totale assenza di servizi di pubblici di base per 79 comunità remote che sorgono lungo i fiumi Cayapas, Onzole e Santiago, popolate dalle minoranze etniche d’origine africana Chachis e Eperas.

 

Ai problemi di natura socioeconomica, etnica e geografica, si aggiungono quelli di sicurezza derivanti dalla vicinanza con la Colombia, con lo sconfinamento di gruppi guerriglieri che gestiscono il narcotraffico e la presenza di popolazioni sfollate in fuga dalle violenze. Ad acuire ulteriormente la vulnerabilità delle

popolazioni locali, ed in particolare di donne e bambini, il saccheggio indiscriminato delle risorse naturali, con la presenza di grandi piantagioni e miniere che accrescono i rischi di sfruttamento del lavoro minorile, di violenze ed abusi. Il risultato sono tassi di povertà elevatissimi nella provincia, che raggiungono il 98% del cantone di Eloy Alfaro, dove 1 abitante su 4 è analfabeta, quasi la metà dei bambini sono malnutriti e manca l’assistenza medica di base contro malattie mortali come malaria, infezioni respiratorie, diarrea acuta e tubercolosi.

 

Per intervenire alla radice dei problemi sociali, economici e di emarginazione che affliggono le popolazioni locali, l’UNICEF ha stretto un’alleanza con il Vicariato Apostolico della provincia di Esmeraldas, al quale di fatto lo Stato ha finora delegato l’erogazione dei servizi di base nelle comunità remote lungo i fiumi del Cantone di Eloy Alfaro: UNICEF e Vicariato hanno lanciato un programma diretto all’apertura di scuole di base nelle 79 comunità fluviali del Cantone, a creare una rete di servizi sanitari e di protezione per donne e bambini e, più in generale, a promuovere lo sviluppo ed integrazione di tali comunità finora ai margini della società ecuadoregna.

I risultati del progetto sostenuto dall’UNICEF Italia (2009 - 2010)

 

Tramite il progetto “diritto alla scuola e alla salute”, l’UNICEF Italia sostiene gli sforzi dell’UNICEF Ecuador e del Vicariato di Esmeraldas per portare un pacchetto integrato di servizi scolastici,

medici e sociali in 79 comunità remote del cantone di Eloy Alfaro.

 

Grazie alla generosità dei donatori italiani, tra il 2009 e il 2010 l’UNICEF Italia ha potuto trasferire un totale di 777.000 euro al progetto, con l’obiettivo di estendere l’accesso scolastico e l’assistenza medica a 4.200 bambini e dare protezione sociale a 7.200 bambini di 79 comunità situate lungo i fiumi Capayas,

Santiago e Onzole.

 

Tra la metà del 2009 e del 2010 - primo anno d’attuazione del progetto - 71 scuole, 152 maestri e 4.721 scolari, tra bambini ed adolescenti, hanno beneficiato degli interventi diretti a creare una rete di scuole comunitarie a misura di bambino. Nel settore sanitario, il progetto ha avviato un processo di transizione diretto a istituzionalizzare i servizi d’assistenza medica finora erogati dalle missioni del vicariato, per porre le basi di un servizio sanitario pubblico e integrato, in particolare attraverso la responsabilizzazione delle istituzioni nazionali, la formazione del personale medico e il coinvolgimento delle comunità locali sull’adozione di comportamenti adeguati sia sul piano della prevenzione sia della cura delle malattie comuni.

 

Sul piano della protezione dell’infanzia e sviluppo sociale, il progetto ha avviato diverse iniziative socioculturali incentrate sulla partecipazione e la prevenzione della violenza giovanile e, sul piano istituzionale, ha consentito un accordo con il Consiglio nazionale per l’infanzia volto alla creazione di un sistema di protezione integrale che agisca tanto su scala nazionale che locale, attraverso l’istituzione di Consigli cantonali e di Uffici municipali di difesa dell’infanzia, composti da rappresentanti delle municipalità locali, membri delle comunità e dei servizi sociali, con il compito di individuare situazioni di rischio e disagio e adottare contromisure adeguate.

© UNICEF/ITAL/2008-08/ Lodi

Gli interventi resi possibili dal progetto (2009-2010)


 Di seguito, il dettaglio dei principali interventi realizzati nel 2009-2010:

 

Garantire accesso a un’istruzione di qualità a 4.200 bambini e bambine:

  1. Avviati piani di inserimento scolastico di 4.721 bambini e bambine di 71 comunità della provincia di Esmeraldas, attraverso un processo che prevede la partecipazione attiva di 152 maestri e delle famiglie dei bambini;
  2. Formazione di 120 maestre e maestri sulle metodologie di insegnamento a misura di bambino, sensibili alle esigenze emotive, alle difficoltà d’apprendimento e alle differenze di genere, linguistiche ed etnico-culturali dei bambini;
  3. Avviato nel 2009 un piano di formazione dei membri delle comunità locali con titolo di studio per farne maestri da assumere nelle scuole. Il piano prevede anche l’individuazione dei maestri che già operano nelle comunità per assicuragli una remunerazione di base e incentivarne l’insegnamento sul territorio, evitando che emigrino, abbandonando le comunità, in cerca di lavoro;
  4. Avviati accordi di cooperazione con il Ministero dell’Istruzione per la definizione di programmi scolastici e l’applicazione di metodologie educative sensibili alle esigenze linguistiche e culturali delle minoranze etniche;
  5. Assistenza al Ministero delle Finanze per l’individuazione di risorse aggiuntive da investire nella fornitura di materiali didattici e nella refezione scolastica nelle scuole comunitarie del cantone di Eloy Alfaro;

 

 

Potenziamento dei servizi d’assistenza medica per 7.200 bambini:

  1. Per garantire assistenza medica di base a 3.000 bambini con meno di 5 anni e 4.200 in età scolare di comunità remote è necessario creare una rete di servizi medici di routine, avviando la transizione da un sistema che vede il solo Vicariato e l’UNICEF impegnati nell’erogazione di assistenza medica di base ad un sistema di servizi di routine in cui siano pienamente coinvolte istituzioni locali e nazionali. Nel primo anno del progetto, se per un verso l’UNICEF ha sostenuto il Vicariato nell’opera di assistenza medica di base, per l’altro ha avviato contatti sia a livello centrale sia locale per la piena a responsabilizzazione ed intervento delle istituzioni pubbliche, affinché adottino i provvedimenti specifici necessari alla creazione di una rete di servizi sanitari sostenibili, che prevedano il coinvolgimento e la partecipazione delle comunità locali beneficiarie in termini di educazione sanitaria;
  2. Condotto uno studio e analisi batteriologiche dell’acqua del fiume Santiago, per individuare le cause dell’aumento delle malattie della pelle nei bambini delle comunità che sorgono sulle sue sponde e adottare le necessarie contromisure, sia a livello sanitario sia comportamentale.

 

Creazione di una rete comunitaria per la protezione dell’infanzia e dell’adolescenza:

  1. Definito con il Consiglio nazionale per l’infanzia l’Accordo di monitoraggio e sostegno ai servizi di protezione dell’infanzia: l’obiettivo finale del processo è creare in 39 comunità che sorgono lungo i fiumi Cayapas e Santiago una rete di protezione formata da Consigli cantonali - costituiti da rappresentanti della cittadinanza, membri delle istituzioni e dei servizi sociali, il cui compito è monitorare la situazione dell’infanzia sul territorio, raccogliere segnalazioni di abusi e sviluppare politiche locali per l’infanzia - e, a livello municipale, da Uffici locali per la difesa dell’infanzia, le cosiddette Defensorìas Comunitarias, la cui funzione è garantire i diritti di bambine e bambine mediante il sostegno a famiglie e comunità locali, promuovendone l’impegno attivo per la salute e l’istruzione dei figli e monitorando l’applicazione delle politiche per l’infanzia;
  2. Sviluppo di materiali didattici per bambini e adolescenti specificamente rivolti sia a preservare e valorizzare la cultura propria delle minoranze etniche cui appartengono sia a promuovere una cultura della pace e la prevenzione della violenza giovanile;
  3. Sostegno alle attività socioculturali promosse dal Vicariato Apostolico nel quadro della campagna Nacion de Paz: attraverso l’organizzazione di festival musicali, incontri culturali, tornei calcistici e sportivi si mira a coinvolgere gli adolescenti in pratiche basate sul confronto, il lavoro di squadra e la risoluzione pacifica dei conflitti. In tale ambito, si cerca anche di aprire una breccia, attraverso le attività socio ricreative e lo sport, nella cultura delle bande giovanili, spesso contrapposte su base etnica.


 
 
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