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Scuola bombardata, nuova strage di bambini in Siria

L'UNICEF condanna l'assassinio di 29 studenti e un insegnante, avvenuto ieri in una scuola di un campo profughi presso Damasco a causa del bombardamento a colpi di mortaio che i mezzi d'informazione governativi hanno attribuito a "terroristi" (definizione normalmente usata dal regime per indicare i ribelli armati).

«Dall'inizio delle violenze in Siria» ha dichiarato la direttrice dell'UNICEF per il Medio Oriente, l'italiana Maria Calivis, in un comunicato inviato all'ANSA «le scuole sono state saccheggiate, devastate e bruciate. Questo è inaccettabile. Le scuole sono, e devono rimanere, zone di pace.» 

L'UNICEF, ha aggiunto la responsabile regionale dell'organizzazione, «rinnova il suo appello a tutte le parti in conflitto perché rispettino i loro obblighi nell'osservanza della legge umanitaria internazionale e assicurino che tutti i bambini siano protetti in qualsiasi momento.»

Il bombardamento, secondo l'organizzazione Human Rights Watch, ha colpito una scuola nella provincia di Damasco nel campo profughi di Wafedin, che ospita circa 25.000 sfollati provenienti dalla regione delle alture del Golan.


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