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Esclusione sociale

Dall'UNICEF appello per contrastare la povertà minorile in Italia

©UNICEF/UNI58296
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26 febbraio 2013 - Secondo gli ultimi dati Eurostat, nel 2011 il 27% dei giovani e dei bambini di età inferiore ai 18 anni in Europa sono stati a rischio povertà ed esclusione sociale.

L'Italia supera la media UE col 32,3%.

L'UNICEF ha più volte denunciato la gravità di questa situazione.

«In Italia 723.000 minorenni vivono in povertà assoluta. Nelle stesse condizioni versano 1.297.000 famiglie, di cui 440.000 con minorenni, il 10,3% delle quali è concentrata nel Meridione» ha dichiarato Giacomo Guerrera, Presidente dell'UNICEF Italia. «Sono dati allarmanti, inaccettabili per il nostro Paese. Dobbiamo ripartire e dobbiamo farlo a cominciare dall'infanzia. Non possiamo più assistere a questa deriva che peggiora sempre più la situazione dei nostri ragazzi. Il tasso di povertà tra i bambini e gli adolescenti è tra i più importanti indicatori di salute e benessere di una società.

La povertà tra i più piccoli ha spesso un effetto trainante sulla disuguaglianza e l'esclusione nella società nel suo insieme: minori competenze e scarse aspirazioni si traducono spesso in gravidanze in età adolescenziale e in maggiori possibilità di consumo di droghe e alcol. Non possiamo permettere che tutto questo si verifichi, che il tasso di povertà assoluta nel nostro paese continui a crescere.

Ci auguriamo che si possano ripensare investimenti ed interventi efficaci per ridurre il tasso di povertà assoluta dei bambini e delle famiglie e chiediamo dunque al nuovo Parlamento e al Governo un rinnovato impegno per l'infanzia e per l'adolescenza. I bambini e gli adolescenti non devono essere vittime della povertà» ha concluso il Presidente dell'UNICEF Italia.