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Indonesia

Report di progetto: 'Contro la violenza' in Indonesia

bambini indonesia
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La lotta a violenze e abusi su donne e bambini

In Indonesia, milioni di donne e bambini sono ogni anno vittime di violenze, abusi e sfruttamento. Spesso considerati socialmente accettabili sia dalle vittime sia dagli autori, alla stregua di un affare familiare e privato, molti abusi rimangono nel silenzio, e quelli denunciati rappresentano solo la punta dell'iceberg. Vari studi dimostrano infatti livelli allarmanti di abusi sui bambini in tutto il Paese: lo Studio sulla violenza contro donne e bambini del 2006 rivela come circa il 3% dei bambini, oltre 2,4 milioni di minori, siano rimasti vittime di violenze, mentre da uno studio UNICEF emerge che l'80% dei maestri ricorre a punizioni corporali.

Nel 2008 l’UNICEF Indonesia ha avviato un progetto contro lo sfruttamento di donne e bambini, allo scopo di rafforzare i sistemi di protezione dell’infanzia nelle comunità più vulnerabili: riconoscendo il legame tra fattori sociali, economici e culturali e fenomeni come la discriminazione di genere, il ruolo subalterno di donne e bambini nella società, i matrimoni precoci o il traffico d’esseri umani, il progetto adotta un approccio integrato, promuovendo una coscienza comunitaria sui diritti di donne e bambini; approntando servizi di prevenzione e assistenza; sostenendo il Governo e la società civile affinché si dotino di politiche, strumenti legali e socio- culturali idonei a proteggere gli individui più vulnerabili, in primo luogo le donne e i bambini.


I risultati raggiunti grazie al sostegno dell’UNICEF Italia

Tramite i fondi trasferiti dall’UNICEF Italia nel 2008-2009 - oltre 576.000 euro raccolti grazie alla generosità dei donatori italiani e alla collaborazione con la Polizia di Stato italiana - l’UNICEF Indonesia ha potuto avviare il progetto Contro la violenza, realizzando una prima analisi approfondita dei fenomeni di violenza e sfruttamento; elaborando e attuando strategie di sensibilizzazione comunitaria e istituzionale; potenziando i servizi integrati d’assistenza alle vittime; avviando la formazione specifica degli operatori in prima linea nella lotta al fenomeno: assistenti sociali e sanitari, psicologi, funzionari di polizia.

Nella prima fase del progetto, l’UNICEF ha inoltre contribuito all’elaborazione e applicazione di leggi chiave per la protezione di donne e bambini - come la legge sul traffico di esseri umani, la violenza domestica e la protezione dell’infanzia - e sostenuto le attività del gruppo di coordinamento che interviene a protezione dell’infanzia in occasione di disastri naturali, cui l’Indonesia è periodicamente esposta.

 

Interventi e risultati realizzati (2008-2009)

Nella prima fase del progetto, gli interventi sono stati guidati da 5 componenti strategiche, con il raggiungimento seguenti risultati:

1. Conoscenza dei fenomeni di violenza e sfruttamento:

  • A giugno 2008, l'UNICEF ha sviluppato con il Ministero delle Pari Opportunità un database sui casi di  violenza su donne e bambini: il database, il primo di questo tipo, registra i casi di bambini e donne che ricevono assistenza medica, legale e psicosociale, elaborando i dati come base per la programmazione degli interventi di prevenzione e assistenza.
  • La creazione del database ha incluso lo sviluppo di un software apposito e di linee guida tecniche  sulle procedure standard per la raccolta ed elaborazione dati, con corsi di formazione per oltre 100 tra educatori, assistenti sociali, medici, funzionari di polizia, psicologi, staff di Ong partner
  • Mappatura delle pratiche violente nella scuola: 500 bambini e 60 tra adulti e maestri sono stati formati sulla ‘mappatura’ delle pratiche violente nella scuola, per testarne il livello di comprensione e percezione nei bambini; individuare autori e tipi d’abuso; l'impatto sui bambini e le reazioni all'abuso; indicare le figure di riferimento che potrebbero aiutarli e i servizi di protezione e assistenza disponibili. La mappatura ha dimostrato come sia i maschi sia le femmine siano esposti ad episodi di violenza fisica da parte dei maestri, dello staff scolastico e dei loro coetanei.

 

2. Sviluppo di modelli comportamentali positivi:

  • Avviata l'integrazione delle iniziative di prevenzione delle violenze sui bambini nel programma Scuole amiche dei bambini, creando nuclei regionali per condurre le iniziative nelle scuole e per la formazione di educatori e facilitatori, con l’obiettivo iniziale di raggiungere 190 scuole.

 

3. Partecipazione attiva degli adolescenti:

  • In base alla mappatura condotta dai bambini sulle  pratiche scolastiche violente, 35 tra insegnanti e presidi sono stati scelti come facilitatori provinciali per la formazione sulla prevenzione della violenze nella scuola, per facilitare la formazione a cascata di maestri, dirigenti e ispettori scolastici. 
  • Nelle scuole coinvolte, elaborati piani scolastici in base alle raccomandazioni fatte dei bambini durante la ‘mappatura’, per eliminare le punizioni corporali dalle pratiche disciplinari.

 

4. Assistenza e reinserimento delle vittime

  • Definito uno standard minimo di servizi integrati per le  vittime di violenza, che include l’assistenza per le denunce, le cure mediche, il sostegno legale e psicologico, il reinserimento sociale e/o il rimpatrio.
  • Formazione per 33 medici di 20 distretti e vari ospedali  pubblici, di Polizia, militari, provinciali) sugli standard degli esami medici dei casi d’abuso e violenza contro donne e bambini, per un’assistenza più incentrata sulle loro esigenze e una maggiore accuratezza degli esami medici, strumenti essenziali per la stessa azione penale.
  • Sviluppo di un sistema di coordinamento tra i soggetti  impegnati nella lotta alla violenza - Polizia, personale dei centri d’accoglienza, istituti di protezione dell’infanzia, Ong partner - essenziale per garantire la sinergia e la sostenibilità dei servizi rivolti alle vittime di violenza.

 

5. Sostegno all’elaborazione e applicazione delle leggi

  • Sostenuta la stesura di una bozza di decreto  interministeriale (Ministeri delle Pari Opportunità e degli Interni) per l'adozione di un Piano d’azione nazionale per l'eliminazione della violenza contro donne e bambini.
  • Condotta un’analisi delle capacità della Polizia di  Stato indonesiana di gestire i casi di bambini in conflitto con la legge, i cui risultati saranno utilizzati per una strategia nazionale di rafforzamento delle capacità del Corpo in materia di protezione dell’infanzia, che sarà un requisito base delle competenze degli agenti di polizia. L'UNICEF collabora dal 2001 con la Polizia indonesiana, contribuendo all'elaborazione di un manuale di formazione sulla protezione dell’infanzia, inserito nel curriculum della Polizia, con oltre 4.400 agenti ad oggi formati, e alla creazione di un’unità speciale di protezione di donne e bambini, che conta oggi 325 unità speciali operative a livello provinciale e distrettuale.
  • Sostenute una serie di esercitazioni sugli interventi di protezione dell’infanzia durante le emergenze, per migliorare le capacità di istituzioni, Ong partner, comunità locali, famiglie e bambini d’assicurare un ambiente protettivo e prevenire i rischi di separazione, sfruttamento e traffico di minori durante i disastri naturali, molto frequenti in Indonesia.


 
 
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"Scheda_INDONESIA_2008"

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"Contro la violenza_indonesia_report"

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