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In Repubblica Centrafricana 600mila bambini vittime della guerra

Un bambino dorme sul pavimento di un Centro di accoglienza per bambini di strada a Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana - ©UNICEF/NYHQ2012-1167/Sokol
Un bambino dorme sul pavimento di un Centro di accoglienza per bambini di strada a Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana - ©UNICEF/NYHQ2012-1167/Sokol
Sono 600.000 i bambini nella Repubblica Centrafricana vittime delle conseguenze del conflitto in corso in tutto il paese: questa la denuncia dell’UNICEF, che ha invitato tutte le parti a deporre le armi e a garantire il benessere dei bambini.

Mentre le Nazioni Unite – compreso l'UNICEF -  hanno temporaneamente trasferito il personale non essenziale nel vicino Camerun, a seguito della conquista da parte dei ribelli di questo  paese impoverito, più di 60 operatori dell’UNICEF stanno ancora lavorando nel paese per consegnare aiuti ai bambini nel paese.

La situazione è molto difficile: il blocco delle strade, la presenza di gruppi armati e il potenziale rischio di saccheggi e attacchi stanno impedendo la distribuzione massiccia degli aiuti.

Ancora prima che la crisi si acuisse, le stime prevedevano che nel corso di quest'anno che 13.500 bambini avrebbero sofferto di gravi forme di malnutrizione, con rischio di morte. Molti medici sono fuggiti e numerosi centri nutrizionali sono stati chiusi o saccheggiati.

Negli ultimi tre mesi, i servizi sanitari, nutrizionali e scolastici sono stati smantellati nella maggior parte delle zone controllate dai ribelli. 

All'inizio di questo mese, nel corso di missioni a Kaga-Bandoro, Bossangoa e Bambari, l'UNICEF ha rilevato carenze di farmaci essenziali in tutte le tre città. Con le scuole chiuse o occupate e gli insegnanti assenti, ad almeno 166.000 bambini viene negato l'accesso all'istruzione.

Altri gravi rischi per i bambini riguardano il reclutamento nei gruppi armati e la violenza sessuale. I più vulnerabili sono i bambini senzatetto, quelli rimasti separati dalle famiglie, o che erano stati in precedenza associati a gruppi armati.

Anche prima della crisi, l'UNICEF stimava che circa 2.500 bambini, sia maschi che femmine, erano stati arruolati dai gruppi armati nella Repubblica Centrafricana.

Da gennaio, l'UNICEF ha distribuito più di 70 tonnellate di aiuti, tra cui: medicine, compresse per la potabilizzazione dell'acqua, alimenti terapeutici, kit per cucinare, teloni, zanzariere. 

L’UNICEF ha lanciato un appello umanitario da 11,1 milioni di euro. necessari per fornire aiuti essenziali alle famiglie colpite dal conflitto. Prima dell'inizio della crisi, le agenzie umanitarie avevano lanciato un appello complessivo per 129 milioni di dollari per fronteggiare l'emergenza nel 2013, ma solo l'1% di questi fondi è stato corrisposto.