Conflitti, terremoti, epidemie, siccità... in molte parti del mondo, emergenze naturali e disastri imputabili alla mano dell'uomo non cessano di colpire le popolazioni più indifese e, primi fra tutti,
i bambini.
L'UNICEF interviene nelle prime fasi di una crisi umanitaria con
aiuti di primo soccorso (alimenti per l'infanzia, tende, attrezzature per la sopravvivenza, medicinali) e con
team di specialisti locali e internazionali.
Fra i compiti principali della nostra organizzazione, in quasi tutte le situazioni di emergenza, vi è l'indagine in tempi rapidi sui bisogni urgenti dell'infanzia, in base alla quale orientare il flusso di aiuti anche per le altre organizzazioni umanitarie impegnate sul posto.
Nelle fasi successive, l'UNICEF contribuisce a garantire
condizioni sanitarie e igieniche accettabili per i bambini e le loro famiglie nei centri di accoglienza per sfollati e rifugiati, ad esempio rifornendo gli ambulatori, scavando pozzi e latrine o installando sistemi idrici provvisori.
Inoltre, non appena possibile, l'UNICEF organizza la
ripresa delle attività educative.L'UNICEF, sempre
in coordinamento con le altre agenzie ONU e con l'apporto delle
Organizzazioni non governative (
ONG) partner, partecipa in vario modo alle operazioni delle fasi post-emergenza ricostruendo le scuole, rifornendo e riabilitando i centri sanitari, formando nuovi insegnanti, realizzando programmi di educazione alla pace e prevenzione dei pericoli legati alle mine antipersona e con molte altre attività.
In questa sezione puoi approfondire la conoscenza sugli interventi dell'UNICEF nelle principali crisi umanitarie in corso negli ultimi mesi: i conflitti mai sopiti del
Sudan (a cominciare da quello in
Darfur) e della
Repubblica Democratica del Congo, le gravi tensioni in
Medio Oriente e in
Somalia, il conflitto in corso in
Afghanistan e altre ancora.
Una speciale attenzione è dedicata anche alle cosiddette
"emergenze dimenticate": crisi umanitarie poco note e sottofinanziate, che rappresentano buona parte dell'
Appello umanitario lanciato dall'UNICEF per il 2010.