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Emergenze

Emergenza terremoto a Sumatra

Sale a 1.100 il bilancio delle vittime accertate del sisma di magnitudo 7,6 della scala Richter che il 30 settembre 2009 ha colpito la costa occidentale dell'isola indonesiana di Sumatra, seguito il 1° ottobre da una scossa di magnitudo 7,0. Entrambi i terremoti - avvertiti fino in Malesia e Singapore - sono avvenuti lungo la stessa faglia che generò il sisma del 9° grado della scala Richter che innescò il terribile tsunami del dicembre 2004.

Gravissimi i danni a persone e infrastrutture nella città di Padang, capitale della provincia di Sumatra occidentale, e nei distretti circostanti, in cui vivono circa 1,4 milioni di persone.
 
Secondo le stime del Governo indonesiano, il 40% della popolazione è stato colpito dal sisma. I feriti sarebbero oltre 20.000, mentre si teme che circa 3.000 persone siano intrappolate sotto le macerie di case, scuole ed ospedali. Un terzo delle vittime sono bambini. 

La situazione umanitaria

Gonrizal, 11 anni, uno dei tanti bambini ricoverati nell'ospedale di Padang (Sumatra) - ©How Hwee Young/EPA
Gonrizal, 11 anni, uno dei tanti bambini ricoverati nell'ospedale di Padang (Sumatra)

Nelle condizioni attuali, decine di migliaia di bambini sono esposti al rischio di malattie quali diarrea acuta, infezioni dell'apparato respiratorio, morbillo, tetano e polio, hanno bisogno di ripari sicuri, di accesso all'acqua potabile e d'assistenza psicosociale.
 
Per garantire ai bambini luoghi protetti dove ricevere assistenza di base e di natura psicosociale, sono state allestite tende-scuola per riavviare prontamente le attività didattiche, seppur in condizioni d'emergenza.
 
Nella sola Padang, il 5 ottobre 70.000 bambini hanno attraversato le macerie e sono tornati a scuola.

 L'azione dell'UNICEF

 
Una tenda-scuola dell'UNICEF eretta tra le macerie della Scuola 17 a Padang, la città più martoriata dal terremoto - ©UNICEF/HQ09-1515/J.Estey
Una tenda-scuola dell'UNICEF eretta tra le macerie della Scuola 17 a Padang, la città più martoriata dal terremoto

Nelle primissime ore successive al terremoto, l'UNICEF è intervenuto con proprio personale sul campo per stabilire gli interventi prioritari per l'assistenza ai sopravvissuti e, di conseguenza, attivare la macchina degli aiuti.

L'UNICEF - presente in Indonesia con una sede operativa sin dal 1948 - ha immediatamente inviato a Padang un team di emergenza per constatare e definire gli interventi prioritari in settori come la salute, l'acqua, l'igiene, l'istruzione e la protezione. Al team si sono aggiunti operatori distaccati dalla base UNICEF di Banda Aceh, divenuta un presidio di primaria importanza all'indomani del terribile tsunami del dicembre 2004.

Tramite i media, l'UNICEF ha immediatamente lanciato messaggi contro la distribuzione incontrollata di latte in polvere, dal momento che la diluizione con acqua potenzialmente contaminata costituisce un grave rischio per la salute dei bambini. Contestualmente, l'UNICEF ha subito distribuito alle organizzazioni partner e al Governo 100 kit informativi sulla nutrizione infantile in contesti di emergenza

Mappa del terremoto che ha colpito Sumatra
Mappa del terremoto che ha colpito Sumatra

Il primo blocco di aiuti umanitari dell'UNICEF, il cui arrivo in loco è stato inviato nelle prime 24-36 ore, diretto a fornire una prima assistenza a oltre 50.000 famiglie.

Un altro carico di aiuti (tra cui kit per l'igiene familiare, materiali didattici e ludici e cisterne per l'approvvigionamento idrico) sono giunti all'aeroporto di Medan, nel Nord dell'isola, nella giornata odierna.
 
L'UNICEF sta sostenendo la ripresa delle attività scolastiche attraverso la fornitura di tende-scuola, kit di attrezzature scolastiche, sportive e giochi studiati per le situazioni di emergenza.
 
All'UNICEF è stato assegnato dall'Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari delle Nazioni Unite (OCHA) il ruolo di agenzia leader nei settori Acqua e igiene, Nutrizione e Istruzione, con un ruolo di rilievo nel settore Protezione dell'infanzia.