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"Bambini della Siria, generazione a rischio", l'UNICEF incontra il ministro Bonino

Il presidente dell'UNICEF Italia Giacomo Guerrera e il ministro degli Esteri Emma Bonino durante il convegno sulla Siria alla Farnesina - ©UNICEF Italia/2013/Alessandro Longobardi
Il presidente dell'UNICEF Italia Giacomo Guerrera e il ministro degli Esteri Emma Bonino durante il convegno sulla Siria alla Farnesina - ©UNICEF Italia/2013/Alessandro Longobardi
«Il conflitto in Siria è arrivato al suo terzo anno e possiamo definirlo una delle più gravi crisi umanitarie nel mondo: un milione di bambini sono stati costretti a fuggire dal paese e sono attualmente rifugiati in Libano, Giordania, Turchia, Iraq ed Egitto; 740.000 di essi hanno meno di 11 anni. Oltre tre milioni sono coinvolti in modi diversi dal conflitto all’interno dei confini nazionali”. Lo ha dichiarato il Presidente dell’UNICEF Italia Giacomo Guerrera in apertura del convegno “I bambini in Siria: una generazione a rischio» che si è tenuto ieri, giovedì 12 settembre 2013, presso la prestigiosa Sala delle Conferenze Internazionali della Farnesina, organizzato dall’UNICEF Italia e dal Ministero degli Affari Esteri. 

Al convegno sono intervenuti, oltre a Giacomo Guerrera, Presidente dell'UNICEF Italia, Marzio Babille, Rappresentante UNICEF per l'Iraq, Luigi Contu, Direttore ANSA, e in collegamento dagli uffici sul campo: Annamaria Laurini, Rappresentante UNICEF per il Libano; Dominique Hide e Michele Servadei rispettivamente Rappresentante e Vice Rappresentante dell’UNICEF Giordania. Ha concluso i lavori Emma Bonino, Ministro degli Affari Esteri.
 

Guarda il video del convegno

 


«La vita di oltre quattro milioni di bambini all’interno e fuori della Siria è annientata dal conflitto in corso: un’intera generazione è a rischio. In Siria, il crescere continuo delle violenze e la distruzione di servizi e beni di sussistenza essenziali compromette la vita dei bambini che ne sono vittime» ha proseguito Guerrera. «È in atto una guerra ai bambini. Una guerra che ha costretto e costringe molti di loro a lasciare le proprie case abbandonando la scuola, gli amici e i parenti, gli affetti più profondi. Le loro nuove "case" spesso non hanno le necessità più elementari e ciò li espone alle malattie e altri pericoli. Le cicatrici fisiche ed emotive di questo conflitto li accompagneranno per molti anni a venire.»

L’UNICEF sta lavorando – con molti partner e organizzazioni non governative (ONG) – per soddisfare le necessità dei bambini e delle famiglie siriani, ovunque essi si trovino, all’interno del paese o in quelli confinanti che ospitano rifugiati.

Fino a oggi l’UNICEF ha aiutato milioni di bambini e di famiglie: dall’inizio dell’anno 2.401.525 sono stati vaccinati contro il morbillo, 278.293 hanno seguito programmi didattici, 468.361  hanno ricevuto supporto psicologico contro i traumi e lo stress della guerra, 10.223.057 persone hanno avuto accesso ad acqua potabile e per uso domestico. 

«Questi sono i numeri della concretezza della nostra organizzazione. Di quello che possiamo fare per i bambini e che vogliamo continuare a fare con l’aiuto di tutti. Grazie alla generosità dei donatori italiani, nel 2012-2013 l'UNICEF Italia ha trasferito 1.493.000 euro per l'emergenza in Siria e nei paesi confinanti – di cui oltre 1,1 milioni nei primi 8 mesi del 2013 – cui si aggiungono ulteriori 500.000 euro in trasferimento a sostegno dell’istruzione dei bambini rifugiati in Giordania. Ma sono necessari molti altri fondi per rispondere alle crescenti necessità della popolazione siriana, in particolare dei bambini, sia all’interno della Siria che nei paesi limitrofi»  ha ricordato Guerrera. 

Lo scorso 4 settembre, il Ministero degli Affari Esteri ha deciso lo stanziamento di ulteriori 500.000 euro per i programmi di emergenza dell’UNICEF in Iraq, finalizzati a fornire ai bambini siriani rifugiati nel Kurdistan iracheno assistenza umanitaria nel settore idrico e igienico.