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le aziende per UNICEF

Diritti dell'infanzia e business nell'agenda internazionale

Walid, 14 anni, Torino - ©UNICEF/NYHQ2014-1954/Giacomo Pirozzi
Walid, 14 anni, Torino - ©UNICEF/NYHQ2014-1954/Giacomo Pirozzi
La responsabilità delle aziende in relazione al rispetto dei diritti umani ha ricevuto grande attenzione negli ultimi 10 anni. 
La Commissione sui Diritti Umani delle Nazione Unite nel 2005 diede incarico al Prof. John Ruggie di identificare e specificare standard di responsabilità e accountability per le aziende transnazionali e non in materia di diritti umani.
Questo lavoro si concluse nel 2011 con la presentazione della UN Guiding Principles on Business and Human Rights (UNGPs) che si fonda su tre pilastri:
  1. Lo Stato ha il dovere di proteggere i diritti umani (“protect”).
  2. Le aziende hanno la responsabilità di rispettare i diritti umani (“respect”).
  3. Lo Stato e le aziende hanno l’obbligo condiviso di provvedere a forme di risarcimento in caso di violazione dei diritti umani da parte delle imprese (“remedy”).

Affermando la necessità di riconoscere ai diritti dell’infanzia e dell’adolescenza un ruolo maggiore all’interno della business community e dell’agenda dei diritti umani UNICEF,  UN Global Compact e Save The Children lanciarono nel marzo del 2012 i Children’s Rights and Business Principles (CRBPs) 10 principi che richiamano le aziende a un impegno maggiore e più efficace nel rispettare e promuovere i diritti dei bambini e degli adolescenti nei luoghi di lavoro, nei mercati e nelle comunità di riferimento.

Nel febbraio del 2013 venne lanciato il Commento Generale n. 16, elaborato a cura del Comitato Onu sui diritti dell’infanzia e dell???adolescenza, che richiama gli Stati sui loro obblighi rispetto all’impatto che le attività e le operazioni aziendali hanno sui diritti dei bambini e degli adolescenti, che derivano dalla ratifica della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e dai sui Protocolli Opzionali (OPSC | OPAC | OP3).

La Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, il trattato internazionale giuridicamente vincolante più ratificato al mondo, rappresenta la cornice di riferimento entro la quale si inserisce la strategia CSR dell’UNICEF. 
I CRBPs non hanno lo scopo di prevedere nuovi obblighi a livello normativo ma vanno a rinforzare gli standard internazionali e a definire la responsabilità delle aziende nel garantire il rispetto dei diritti in linea con le Convenzioni e Dichiarazioni delle Nazioni Unite.
I CRBPs trovano il proprio fondamento ne:
  • La Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza che, insieme ai tre Protocolli Opzionali, enuncia i diritti degli under18: diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo; diritto alla protezione da ogni forma di sfruttamento, abuso e violenza;  diritto alla piena partecipazione in famiglia e nella società.
  • Le Convenzioni ILO n. 138 (età minima per l’accesso al lavoro); n. 182 (proibizione ed eliminazione delle peggiori forme di lavoro minorile); n. 156 (sulle pari opportunità e la parità di trattamento fra lavoratori e lavoratrici: lavoratori con responsabilità familiari); n. 183 (sulla protezione della maternità); n. 77 (sull’esame medico di attitudine all’impiego nell’industria dei ragazzi e degli adolescenti).
  • Dichiarazione ILO sui principi e i diritti fondamentali nel lavoro, 1998.

 
Informazioni: csr@unicef.it