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Città amiche dei bambini

Nuovi stili di vita per l’ambiente, a Milano il convegno di chiusura del progetto

Loghi dell'UNICEF Italia e del Dipartimento della Gioventù presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri
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Si svolge oggi presso il Centro Congressi Auditorium di Milano in via Corridoni 16 – dalle h. 10 alle 16 - il convegno di chiusura del progetto UNICEF “Posso fare la differenza! Nuovi stili di vita per salvaguardare l’Ambiente”, finanziato dal Dipartimento della Gioventù della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che ha coinvolto 400 tra ragazzi e ragazze tra i 12 e i 19 anni delle scuole delle province di Milano, Varese, Bologna e Forlì-Cesena.
 
Nato dalla volontà del Dipartimento per la Gioventù della Presidenza del Consiglio dei Ministri di sviluppare percorsi formativi virtuosi, il progetto ha l’obiettivo di favorire una maggiore e migliore diffusione di pratiche quotidiane pienamente rispettose del nostro ambiente naturale, ponendo particolare attenzione agli stili di vita dei ragazzi. 
 
Al convegno intervengono alcuni studenti che hanno partecipato al progetto iniziato nel 2012. I ragazzi e le ragazze presenteranno i risultati delle loro esperienze, raccontando e documentando il percorso che hanno compiuto negli ultimi due anni e che li ha portati a rivedere e modificare il loro stile di vita in un’ottica di rispetto dell’ambiente e del territorio nel quale vivono con le loro comunità.
 
«La partecipazione attiva dei giovani è divenuta ormai la condizione senza la quale non sarà possibile progettare un mondo migliore» ha dichiarato il Presidente dell’UNICEF Italia Giacomo Guerrera. «Soltanto acquisendo strumenti e conoscenze sulle problematiche che ogni giorno si trovano ad affrontare, i giovani possono cominciare ad individuare uno stile di vita più sostenibile e salutare e dare il via  al cambiamento di cui hanno bisogno.»
 
Alla manifestazione partecipano anche gli insegnanti che hanno collaborato alla riuscita del progetto, i dirigenti scolastici e i rappresentanti delle istituzioni locali, a conferma del fatto che la sinergia fra tutti gli attori territoriali, a partire dai giovani, può avviare un circolo virtuoso dove l’ascolto delle nuove generazioni non sia più il problema, ma la soluzione.