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Reporter in Siria, il portavoce UNICEF al Premio Luchetta 2014

Il portavoce dell'UNICEF Italia Andrea Iacomini con alcuni bambini siriani in un campo profughi del Libano, giugno 2014 - ©Alberto Rinonapoli/UNICEF Italia/2014
Il portavoce dell'UNICEF Italia Andrea Iacomini con alcuni bambini siriani in un campo profughi del Libano, giugno 2014 - ©Alberto Rinonapoli/UNICEF Italia/2014
Testimoniare e raccontare con sensibilità la difficile tematica  delle violenze e delle sopraffazioni sulle vittime più indifese, i bambini: è questa la missione del Premio Giornalistico internazionale Marco Luchetta, promosso nel ricordo della troupe Rai – composta dai giornalisti Marco Luchetta, Alessandro Ota e Dario D’Angelo - assassinata a Mostar nel gennaio 1994, e dell’operatore Miran Hrovatin ucciso pochi mesi dopo a Mogadiscio con la giornalista Ilaria Alpi

Proprio per questo, ospite fra i più attesi della XI Serata "I nostri Angeli 2014" al Politeama Rossetti di Trieste e degli incontri di Antepremio dal 1° al 3 luglio, sarà il portavoce dell'UNICEF Italia Andrea Iacomini, di ritorno da un'importante missione nei campi profughi in Libano

In occasione della serata "I nostri Angeli" mercoledì 3 luglio, e lunedì 14 luglio su Rai1, Iacomini  lancerà un appello sulla drammatica situazione dei bambini in Siria, una delle più gravi crisi umanitarie al mondo.

«Sono appena tornato da una missione nei campi profughi in Libano. Ho parlato con tante persone, ho visto la disperazione negli occhi di bambini che cercano di riprendersi da violenze terribili. Mi hanno affidato un messaggio: non dimenticatevi di noi» spiega Iacomini. 

«In Siria, oggi, un milione di bambini siriani vivono in aree sotto assedio o difficili da raggiungere regolarmente dagli aiuti umanitari. All’interno della Siria, 9,3 milioni di persone – il 40% di tutta la popolazione – sono state colpite in varie forme dal conflitto e circa 6,5 milioni di persone risultano sfollate, di cui 3 milioni sono bambini. L’UNICEF ha lanciato un appello per 835 milioni di dollari da investire in aiuti salvavita (che comprendono vaccinazioni, acqua, servizi igienico-sanitari, istruzione e protezione), per favorire la coesione sociale e la pace e per costruire un futuro più stabile nel Paese e nella regione. Non voltiamoci dall’altra parte, è un conflitto che riguarda anche noi.»

Per questo acquista particolare importanza l’incontro di Antepremio intitolato “Professione reporter: la guerra attraverso un obiettivo. Fotografi in prima linea nell'inferno siriano” che impegnerà mercoledì 2 luglio (a partire dalle h. 18 nel Cortile del Palazzo della Regione Friuli-Venezia Giulia a Trieste) Iacomini e il fotografo Niclas Hammarström, vincitore del Premio Luchetta 2014 – sezione Miran Hrovatin, con un avventuroso e drammatico reportage proprio da  Aleppo, che gli è costato un sequestro di sette settimane con l’accusa di spionaggio e il ferimento a una gamba. 

L’UNICEF è onorato di incontrare una realtà di primo piano nell’aiuto ai bambini colpiti da guerre nel mondo: la Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin, che dal 1995 ad oggi ha curato e accolto con i loro cari quasi un migliaio di bimbi vittime della guerra o giudicati inguaribili nei Paesi di provenienza.