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Afghanistan, in aumento nel 2013 le vittime del conflitto tra i bambini

3 luglio 2014 - Secondo il Rapporto annuale del Segretario Generale delle Nazioni Unite sui minori nei conflitti armati, pubblicato questa settimana, il numero di bambini uccisi o feriti durante il conflitto in Afghanistan nel 2013 è aumentato del 30% rispetto all’anno precedente.

Durante il 2013 in Afghanistan 545 bambini e adolescenti sono rimasti uccisi e 1.149 feriti a causa di azioni condotte da tutte le parti del conflitto. La maggior parte delle uccisioni e dei ferimenti sono state causate da ordigni esplosivi improvvisati (IEDs), da ordigni inesplosi (UXOs) e da mine antipersona.

In totale, i minori uccisi o feriti nel corso del 2013 sono stati 1.694, in netto peggioramento rispetto ai 1.304 casi del 2012. Il bilancio di sangue è tornato dunque ai livelli del 2011, quando le vittime e i feriti erano stati 1.756

Scuole e strutture sanitarie continuano ad essere oggetto di attacchi deliberati o indirettamente danneggiate nel corso di combattimenti.

Circa 115.000 bambini sono stati coinvolti dalla chiusura permanente o temporanea di 539 scuole a causa delle condizioni di insicurezza, nella maggior parte dei casi nel Sud del paese. Oltre 60 tra insegnanti e operatori sanitari sono stati uccisi, feriti, rapiti o hanno ricevuto intimidazioni nel 2013.

«Siamo profondamente preoccupati per il significativo aumento nel numero di vittime tra i bambini e per il devastante impatto che il conflitto continua ad avere sulla loro sicurezza, salute e istruzione in Afghanistan» afferma Akhil Iyer, Rappresentante UNICEF in Afghanistan. «L’UNICEF chiede alla parti in conflitto di assicurare che i bambini vengano protetti secondo il diritto internazionale umanitario e di astenersi da tutte le azioni che hanno impatti negativi sulla salute, sull’istruzione o su altri servizi fondamentali.»