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Unicef Staff

Al portavoce dell'UNICEF Italia Andrea Iacomini il Premio Scanno 2014

Andrea Iacomini, portavoce dell'UNICEF Italia - ©UNICEF Italia/2014/Alessandro Longobardi
Andrea Iacomini, portavoce dell'UNICEF Italia - ©UNICEF Italia/2014/Alessandro Longobardi
6 settembre 2014 - L’UNICEF Italia esprime grande soddisfazione per la decisione della Fondazione Riccardo Tanturri di conferire il Premio Scanno 2014- categoria “Valori” al portavoce dell’UNICEF Italia Andrea Iacomini.

«Apprendiamo la notizia con grande orgoglio» dichiara il presidente dell’UNICEF Italia Giacomo Guerrera. «Il Premio rappresenta un importante riconoscimento al valore e all’attività del nostro portavoce Andrea Iacomini, che da anni si impegna con passione per raccontare la condizione dei bambini più vulnerabili di ogni parte del mondo.

Il riconoscimento di oggi, oltre a premiare la professionalità di Andrea, riconosce all’UNICEF un ruolo centrale nelle grandi emergenze umanitarie, che ci vedono in prima linea lavorare senza sosta dalla Siria all’Iraq dal Sud Sudan alla Nigeria, da Gaza all’Ucraina, dove sempre più bambini pagano prezzi altissimi per conflitti di cui non hanno alcuna colpa, vivendo in condizioni di povertà, malnutrizione, fame, violenza di ogni genere.»

«Avevo promesso ai bambini siriani che non li avrei abbandonati» commenta Andrea Iacomini. «Ho passato anni a cercare di squarciare il velo dell’indifferenza dietro a conflitti di cui si parla solo se avvengono fatti eclatanti e che invece quotidianamente si nutrono di ingiustizie, violenze e atrocità.

Oggi è un giorno importante per me. Lo dico da abruzzese e da giornalista. Sono commosso perché ricevere il Premio Scanno mi impone di andare avanti sulla strada della denuncia e del racconto del dramma umanitario di milioni di bambini. 

Dedico questo premio ai piccoli rifugiati siriani, che ho potuto incontrare nelle mie recenti missioni sul campo in Giordania, Iraq e Libano. La mia speranza è che alle armi si sostituiscano quanto prima le tanto attese soluzioni diplomatiche, che nel caso della Siria putroppo tardano ad arrivare. È necessario mettere fine quanto prima ai massacri di innocenti in Siria, come in Iraq, Centrafrica, Sud Sudan».