Spendiamo molto tempo con loro. Mi presento, parlo con loro, lodo il loro coraggio per aver denunciato questi esseri abietti e le confortiamo, sperando che grazie all'UNICEF, le forze governative e la polizia si possa davvero cambiare il futuro di questo paese.
Alla fine della visita riusciamo a sdrammatizzare un po' la situazione che si era creata, a strappare dei sorrisi invertendo i ruoli.
Loro fanno da fotografi e cameramen, scattano foto e ci riprendono, si divertono molto e basta poco per far riaffiorare l'energia vitale che è in loro, per fortuna.
Alla fine ci salutiamo, ci abbracciamo e finché l'autobus non svolta l'angolo, le mani di quelle ragazzine non smettono di oscillare per salutarci.
Mi chiudo nel silenzio, non tanto per quello che ho visto ma perché in questo stesso instante che sono seduto sull'autobus capisco che altri minori non avranno la loro stessa fortuna e questo ovviamente mi avvilisce.
La sera ci troviamo in riva al mare e facciamo un incontro con il Presidente della Provincia, che ci ha descritto la situazione dell'isola ringraziandoci della collaborazione per gli aiuti e il sostegno dato dall'UNICEF alle istituzioni locali.