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HIV-AIDS e infanzia, tassi dimezzati dal 2005: 1,1 milioni di contagi sventati

Madre e figlio, Tanzania - ©UNICEF/PFPG2014-1271/Sandra Bisin
Madre e figlio, Tanzania - ©UNICEF/PFPG2014-1271/Sandra Bisin

Secondo i dati lanciati oggi dall’UNICEF (Statistical Update on Children, Adolescents and AIDS) in previsione della Giornata Mondiale contro l’AIDS (1° dicembre) tra il 2005 e il 2013 sono stati evitati circa 1,1 milioni di contagi da HIV tra bambini e adolescenti sotto i 15 anni, e il numero di nuovi casi di infezione è diminuito di oltre il 50%.

Questi straordinari progressi nella lotta all’HIV-AIDS sono il risultato di un più facile accesso per milioni di donne sieropositive e incinte ai servizi per la prevenzione della trasmissione del virus da madre a figlio. I servizi comprendono terapie antiretrovirali (ART) permanenti contro l’HIV, che riducono significativamente la trasmissione del virus ai nuovi nati e consentono alle madri una buona qualità di vita.

Se possiamo evitare 1,1 milioni di contagi da HIV tra i bambini, siamo in grado anche di proteggerli tutti dal virus, ma solo a patto di riuscire a raggiungerli”, commenta Anthony Lake, direttore dell’UNICEF. “Dobbiamo colmare le lacune e investire di più, per raggiungere  tutte le madri, tutti i neonati, tutti i  bambini e gli adolescenti con i nostri programmi di prevenzione e cura dall’HIV per salvare e migliorare le loro vite”. 

Il declino più consistente si è verificato tra il 2009 e il 2013 in 8 Stati africani: 

  • Malawi (-67%)
  • Etiopia (-57%)
  • Zimbabwe (-57%)
  • Botswana (-57%)
  • Namibia (-57%)
  • Mozambico (-57%)
  • Sudafrica (-52%) 
  • Ghana (-50%).

A livello globale, tuttavia, l’obiettivo stabilito dal Global Plan dell'ONU di ridurre del 90% il numero di nuovi contagi da HIV tra i giovanissimi nel periodo 2009-2015, non è ancora stato raggiunto.

Nel 2013, solo il 67% delle donne sieropositive in gravidanza, nei Paesi a medio e basso reddito, ha ricevuto i farmaci antiretrovirali per prevenire la trasmissione del virus da madre a figlio. Il dato è comunque in miglioramento rispetto al 62% registrato nel 2012.

Le disparità nell’accesso alle cure stanno ostacolando gli innegabili progressi. Nei paesi poveri, gli adulti con HIV hanno decisamente maggiori possibilità  (37%) di accedere a terapie antiretrovirali rispetto ai minori sieropositivi (23%).

Preoccupa soprattutto la mortalità da AIDS fra gli adolescenti: mentre tutte le altre fasce di età i decessi imputabili all'AIDS hanno registrato un calo di circa il 40% dal 2005 a oggi, questo indicatore non accenna a diminuire fra gli adolescenti (10-19 anni).
 
Lo Statistical Update on Children, Adolescents and AIDS dell’UNICEF è l’analisi più recente a livello globale sui bambini e gli adolescenti  fino ai 19 anni.