[/programmi/programma/]
AREA

Protezione dell'infanzia

Nigeria, dove il terrore colpisce le scuole

Alunne della scuola coranica Tsangayar Katirjien, nello stato di Bauchi (Nigeria). L'UNICEF finanzia un progetto per l'espansione dell'accesso all'istruzione secondaria femminile in questa e altre scuole coraniche del paese - ©UNICEF /UNI164104/Esiebo
Alunne della scuola coranica Tsangayar Katirjien, nello stato di Bauchi (Nigeria). L'UNICEF finanzia un progetto per l'espansione dell'accesso all'istruzione secondaria femminile in questa e altre scuole coraniche del paese - ©UNICEF /UNI164104/Esiebo
16 gennaio 2015 - Il rapimento di circa 300 studentesse in Nigeria, la cui sorte rimane tuttora oscura, ha attirato l'attenzione su un vergognoso fenomeno, di dimensione globale: le minacce e le violenze commesse sulle bambine e sulle ragazze che "osano" andare a scuola.

L'UNICEF ha condannato i rapimenti e ha intensificato il suo impegno per proteggere e garantire un'istruzione ai bambini e alle bambine della Nigeria.

In Nigeria si stima che siano circa 10,5 milioni i bambini esclusi dall'istruzione - il dato più elevato fra tutti i paesi del mondo -, con quasi un terzo dei bambini in età di scuola primaria che non ha mai messo piede in un'aula.

In molti dei 36 Stati che compongono la Federazione nigeriana, i tassi di evasione e abbandono scolastico sono due volte più alte fra le femmine che fra i maschi. Nelle aree rurali più remote, il tasso di analfabetismo fra le giovani donne più povere sfiora il 95%.

Date queste premesse, è tanto più da condannare qualsiasi azione che impedisca alle bambine e alle ragazze di frequentare la scuola.

Sin dal 2012, i militanti di Boko Haram (il cui nome significa letteralmente "L'educazione occidentale è proibita") hanno preso di mira le scuole nel nord della Nigeria, con attacchi armati e incendi agli edifici. In un singolo attacco condotto nel febbraio 2014 in una scuola nello Stato di Yobe sono stati assassinati dai terroristi 45 studenti di età compresa tra 13 e 17 anni.

Nel nord della Nigeria, andare a scuola è sempre più difficile e pericoloso. Migliaia di famiglie abbandonano le loro abitazioni e ritirano i loro figli dalla scuola. Nel solo secondo trimestre del 2014, almeno 15.000 alunni in questa regione del paese hanno dovuto abbandonare gli studi.

«Sono dati scioccanti» commenta Susan Bissell, a capo dei programmi UNICEF per l'istruzione.

In Nigeria i programmi dell'UNICEF si focalizzano sui problemi della violenza e degli abusi contro l'infanzia nelle scuole, sull'ampliamento dell'accesso all'istruzione per le bambine e sulla prevenzione dell'abbandono scolastico.

L'iniziativa "Girls' Education Project" (GEP), finanziata dall'UNICEF, mira a migliorare le condizioni per l'istruzione per 1 milione di bambine, attraverso l'allargamento delle iscrizioni, la formazione di insegnanti donne e la creazione di spazi sicuri per le alunne, a cominciare da servizi igienici separati per maschi e femmine.

L'azione dell'UNICEF si concentra particolarmente sui tre Stati della federazione maggiormente colpiti dala crisi: Borno, Yobe e Adamawa.