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La comunità di San Patrignano abbraccia le Pigotte UNICEF

22 dicembre 2014 - Classiche, rock, sognanti come i personaggi delle fiabe o dinamiche come le ragazze di oggi. Sono le SanpaPigotte realizzate dalle mamme e dalle giovani ospiti di San Patrignano per l’UNICEF. Bambole di pezza uniche, ognuna con il proprio stile e la propria personalità, che racchiudono un grande cuore pieno dell’amore della Comunità.

Pigotte che hanno avuto un papà, o meglio un nonno, d’eccezione, Lino Banfi, a cui questa mattina sono state consegnate. Ambasciatore di Buona Volontà dell’UNICEF da 12 anni ha scelto di tenere a battesimo questa collaborazione con la Comunità San Patrignano. «Sono onorato di essere tornato a San Patrignano – ha esordito Lino Banfi – è sempre bellissimo venire qui e ho trovato la Comunità cambiata in meglio rispetto alla prima volta che la vidi, negli anni 80. Ho sentito un calore speciale, una grande voglia di abbracciare e condividere. Oggi sono qui anche per far sorridere i ragazzi. Sto portando avanti il progetto ‘Più buono, altruista e cortese almeno 3 volte al mese’, perché non va bene esserlo solo a Natale. Così lo potremo essere tutti almeno 36 volte in un anno»

A presentare l’iniziativa assieme a Lino Banfi, Andrea Iacomini, Portavoce UNICEF Italia, Carmen Sisti del Comitato sociale San Patrignano e il presidente dell’UNICEF Emilia Romagna Mauro Cervellati.

Visibilmente emozionato, Andrea Iacomini ha sottolineato la collaborazione in atto con la Comunità: «Coinvolgere San Patrignano nel progetto delle Pigotte è stato un atto d’amore da parte mia e dell’UNICEF. Sono bambole che salvano le vite e anche attraverso le ragazze della Comunità hanno compiuto un ulteriore miracolo. Missione compiuta». 

Ora le 60 “SanpaPigotte” realizzate con ago, filo, creatività e fantasia dalle ragazze ospiti «saranno battute all’asta dall’UNICEF» come ha anticipato Chiara Ricci, responsabile del progetto Pigotta per l’ UNICEF Italia e confermato da Lea Boschetti, membro del Consiglio direttivo dell’UNICEF Italia.

«Per le mamme e le ragazze di tutti i settori di San Patrignano partecipare al progetto Pigotta è stata un’esperienza entusiasmante, anche per chi si avvicinava per la prima volta al cucito e alla maglia» ha commentato Carmen Sisti sottolineando che così come UNICEF si batte per la vita dei bambini, «San Patrignano opera gratuitamente ogni giorno per salvare le vite di migliaia di giovani».  Anche San Patrignano entra così a pieno titolo nel popolo di Pigottare e Pigottari (bambini, ragazzi, genitori, nonni, scuole, associazioni, realtà sociali) che sostengono l’UNICEF nell’aiutare concretamente i bambini nei paesi in via di sviluppo.

Quest’anno l’UNICEF ha deciso anche di “fare un censimento” di tutte le Pigotte che in 15 anni sono state “adottate”. Con l’hashtag #ioelamiapigotta l’UNICEF Italia invita tutti i suoi sostenitori a farsi scattare una foto o a scattarsi un selfie speciale con/della propria Pigotta e a condividerla sui canali social: cercando su Facebook la pagina UNICEF Italia (http://www.facebook.com/UNICEF-Italia) è possibile inviare la foto, insieme ad un breve testo. Per avere informazioni sull’iniziativa ADOTTA UNA PIGOTTA e sulle piazze che la ospiteranno è possibile: consultare il sito-web www.unicef.it/pigotta          

Al termine della conferenza, tutti a pranzare nel salone della Comunità. Nemmeno a dirlo, Lino Banfi è stato accolto da una vera e propria ovazione e lui non si è risparmiato nel salutare i ragazzi e raccontare loro qualche aneddoto della sua giovinezza: «Anche io ho passato momenti difficili come voi, come quando a 18 anni dormivo in stazione a Milano. Per stare al caldo mi consigliarono di levarmi le tonsille, che tanto non servivano a niente, e così finii in ospedale. Peccato che non mangiai nulla e rischia di essere più debilitato di prima. In un momento di difficoltà allora pensai all’insegnamento di mio padre, “nel momento di difficoltà racconta la verità”. Il dottore capì il mio disagio e allungò di una decina di giorni la degenza. Ho capito che si poteva chiedere aiuto».