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Iraq, dall'UNICEF abiti invernali per 200.000 bambini sfollati

 Una scuola prefabbricata installata dall'UNICEF a Duhok, nel Kurdistan iracheno. L'edificio dà l'opportunità di studiare a 263 bambini sfollati, fra cui alcuni bambini Yazidi, fuggiti dalle persecuzioni dell'ISIS nella regione di Shingal - ©UNICEF Iraq
Una scuola prefabbricata installata dall'UNICEF a Duhok, nel Kurdistan iracheno. L'edificio dà l'opportunità di studiare a 263 bambini sfollati, fra cui alcuni bambini Yazidi, fuggiti dalle persecuzioni dell'ISIS nella regione di Shingal - ©UNICEF Iraq
13 gennaio 2015 - Il gelido inverno ha ulteriormente aggravato le già difficili condizioni che più di 1 milione di bambini devono affrontare in Iraq, mentre nel paese continuano a verificarsi violenze e fughe di massa.

Le stime ufficiali più aggiornate indicano che in Iraq gli sfollati sono saliti a 2,1 milioni oltre metà dei quali sono bambini. La maggior parte degli sfollati è fuggita nel Nord del paese, dove le temperature invernali spesso calano al di sotto dello zero.

Le famiglie sfollate rifugiate in tende e altri rifugi informali, con limitato accesso ai servizi sanitari, sono particolarmente esposte alle intemperie, alle malattie e ad altri rischi mortali. 

A partire dallo scorso mese di ottobre l’UNICEF, avvalendosi delle organizzazioni partner (Mercy Corps, Relief International, Acted, Save The Children ecc.) e delle altre agenzie umanitarie delle Nazioni Unite, ha distribuito abiti invernali a oltre 200.000 bambini. 
 
Questi "kit per l’inverno" contengono cappotti, sciarpe, guanti e cappelli di lana, stivali e altri beni utili per affrontare le gelide temperature. L’UNICEF ha distribuito inoltre circa 7.000 coperte termiche.
 
L'intervento è stato progettato per raggiungere le comunità più vulnerabili, dando la priorità alle famiglie che vivono in zone ad altitudini elevate, quelle rifugiatesi in edifici in costruzione, e quelle che non hanno ancora ricevuto assistenza umanitaria.
 
«Questi bambini soffrono, in molti casi da anni, per le violenze e la privazione dei servizi di base, a cominciare dall'istruzione. È inaccettabile che non abbiano nemmeno scarpe, cappotti o copricapo appropriati per la stagione invernale» ha commentato Marzio Babille, medico italiano, Rappresentante dell'UNICEF in Iraq. «Abbiamo utilizzato le limitate risorse finanziarie e le informazioni a nostra disposizione per concentrare gli aiuti in favore dei bambini più vulnerabili.»
 
Oltre ai vestiti e alle coperte, l’UNICEF sta organizzando la distribuzione nelle scuole di 1.200 stufe, 460 estintori e circa 11.000 impermeabili. Stiamo anche rifornendo le scuole con materiali isolanti e teli di plastica per prevenire i danni da piogge e inondazioni.

I nostri interventi comprendono anche lo scavo di canali per il drenaggio delle acque piovane e l'installazione di serbatoi a energia solare per garantire ai bambini acqua calda per lavarsi.

Tuttavia, per raggiungere gli altri 200.000 bambini sfollati iracheni che hanno ancora bisogno del nostro aiuto, occorrono molte altre risorse (200.000 coperte, 25.000 stufe e 10.000 kit ipotermici). Per questo sollecitiamo nuove donazioni