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Riaprono le scuole in Guinea, squarcio di speranza nella lotta a Ebola

Un'immagine di un'aula scolastica in Guinea. Nel paese africano le scuole hanno riaperto il 19 gennaio 2015, dopo mesi di chiusura per prevenire contagi di Ebola - ©UNICEF Guinea
Un'immagine di un'aula scolastica in Guinea. Nel paese africano le scuole hanno riaperto il 19 gennaio 2015, dopo mesi di chiusura per prevenire contagi di Ebola - ©UNICEF Guinea
21 gennaio 2015 - Con la riapertura delle scuole in Guinea, l’UNICEF e i suoi partner stanno dando il proprio contributo per ridurre il più possibile il rischio di trasmissione del virus Ebola con corsi di formazione per gli insegnanti per applicare le misure di sicurezza, come il controllo giornaliero della temperatura degli alunni, provvedendo alla distribuzione nelle scuole di termometri e di kit per l'igiene delle mani.

«La chiusura delle scuole ha avuto un profondo impatto nella regione, che già registra tassi di scolarizzazione tra i più bassi al mondo, bambini la cui esistenza è stata sconvolta dall’epidemia di Ebola», commenta Peter Salama, coordinatore dell’emergenza Ebola per l’UNICEF. «Con la riapertura delle scuole, è fondamentale che i bambini trovino a scuola un ambiente protetto, dove il rischio di contagio sia ridotto ai minimi termini e le conoscenze sanitarie contribuiscano ad arrestare la diffusione del virus.»

A causa di Ebola, le scuole pubbliche in Guinea, Liberia e Sierra Leone sono state chiuse quando l’epidemia ha toccato il suo picco, tra luglio e agosto dello scorso anno, privando circa 5 milioni di bambini di molti mesi di istruzione.

Le scuole della Guinea hanno ufficialmente riaperto i battenti questa settimana. L’UNICEF sta dialogando anche con i governi e con le comunità di Sierra Leone e Liberia, per agevolare la prossima riapertura delle scuole.
 
I protocolli di sicurezza sviluppati dall’UNICEF con i tre Governi e con le organizzazioni partner prevedono controlli sanitari all’entrata a scuola e il divieto di accesso a chiunque abbia una temperatura corporea superiore ai 38°C, a chi abbia avuto nei 21 giorni precedenti contatti con un paziente morto o infetto, e a chiunque presenti uno dei tre sintomi dell’Ebola – febbre, diarrea e vomito.

I protocolli forniscono indicazioni anche su come comportarsi con casi sospetti, procedendo a indirizzare la persona al più vicino centro sanitario.
 
 

Lezioni via radio

Gli insegnanti svolgono un ruolo fondamentale per la prevenzione di Ebola, sia quando le scuole sono chiuse che quando contribuiscono alla loro riapertura in condizioni di sicurezza. 

L’UNICEF ha organizzato sessioni di formazione per migliaia di insegnanti, preparandoli a condurre campagne di mobilitazione sociale finalizzate a dare ai bambini, ai genitori e ad altri membri delle comunità locali le informazioni necessarie per proteggere se stessi dall’Ebola e prevenire ulteriori trasmissioni del virus.
 
L’UNICEF e le organizzazioni partner hanno anche distribuito nelle scuole migliaia di kit per l'igiene, che comprendono saponette e secchi. E poiché le scuole, nei paesi colpiti dall'epidemia, spesso non hanno accesso all’acqua corrente, l’UNICEF incoraggia famiglie e comunità a portare acqua nelle scuole.
 
In Liberia e in Sierra Leone, l’UNICEF coopera con le autorità locali a sviluppare e diffondere lezioni scolastiche via radio per consentire ai bambini e ai ragazzi di non vanifiicare questi mesi in cui le scuole restano chiuse.
 
Per sopperire alle carenze di apparecchi radio e di corrente elettrica, l’UNICEF ha ordinato 17.000 radio a energia solare - le prime di un quantitativo di 50.000 apparecchi - che saranno distribuite alle famiglie più povere. Inoltre, insieme ad altre organizzazioni partner, l'UNICEF prepara lezioni pre-registrate per gli alunni che vivono nelle aree più remote.
 
Anche dopo che le scuole avranno riaperto, i programmi educativi via radio - con materie che spaziano dalla matematica alle discipline umanistiche e alle scienze – continueranno a giocare un ruolo importante, soprattutto in favore dei bambini che disertano la scuola.
 
Prima della crisi, il tasso di frequenza nella scuola primaria era del 74% in Sierra Leone, del 58% in Guinea e appena del 34% in Liberia.

 

L'azione dell’UNICEF per le scuole in Guinea

  • Sono stati complessivamente distribuiti 48.615 kit per l'igiene in oltre 12.000 scuole, per un totale di 2,7 milioni di alunni. L’UNICEF ha contribuito per il 53% dei kit.
  • Il Coordinamento Nazionale per la lotta all’Ebola della Guinea ha rifornito tutte le scuole di cloro per lavarsi le mani.
  • Il Ministero dell’Istruzione della Guinea ha distribuito nelle scuole 20.500 termometri
  • Oltre 80.650 insegnanti hanno seguito corsi di formazione sui protocolli per la riapertura in sicurezza delle scuole.
  • Insieme alle associazioni di genitori e insegnanti, l'UNICEF ha sviluppato messaggi di prevenzione sanitaria nelle scuole.

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L'azione dell’UNICEF per le scuole in Liberia 

  • L’UNICEF sta affiancando il Governo liberiano in vista della riapertura delle 5.181 scuole del paese.
  • Circa 15.000 insegnanti saranno formati sui protocolli di sicurezza.
  • Sono stati ordinati kit per l'igiene per tutte le scuole del paese: ogni kit contiene secchi, guanti, cloro, sapone, stivali da pioggia, abiti, spray igienizzanti e bottiglie d’acqua in quantità sufficienti per 6 mesi.
  • Saranno distribuiti 15.000 termometri a infrarossi nelle scuole.
 

L'azione dell’UNICEF per le scuole in Sierra Leone 

  • L’UNICEF sta affiancando il Governo sierraleonese in vista della riapertura delle 8.100 scuole del Paese
  • L’UNICEF e le organizzazioni partner stanno pianificando la distribuzione di kit igienici e termometri in previsione della riapertura delle scuole.