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Protezione dell'infanzia

Tolleranza zero sulle mutilazioni genitali femminili, appello agli operatori sanitari

Una sessione di sensibilizzazione sul fenomeno delle mutilazioni genitali femminili finanziata dall'UNICEF in un villaggio della Costa d'Avorio - ©UNICEF/NYHQ2013-0406/Asselin
Una sessione di sensibilizzazione sul fenomeno delle mutilazioni genitali femminili finanziata dall'UNICEF in un villaggio della Costa d'Avorio - ©UNICEF/NYHQ2013-0406/Asselin
6 febbraio 2015 - Le mutilazioni genitali femminili (MGF) violano i diritti umani e minacciano la salute e il benessere di circa 3 milioni di ragazze ogni anno.

Sono oltre 130 milioni le bambine e le donne, nei 29 paesi di Africa e Medio Oriente in cui questa le MGF sono meggiormente praticate, che hanno subito qualche forma di MGF. L’impatto sulle loro esistenze è devastante.

Scarica il rapporto UNICEF 2015 sulle mutilazioni genitali femminili (in inglese)

In tutto il mondo aumentano gli impegni dei governi e delle comunità locali per eliminare le MGF, ma non è ancora abbastanza. Oggi, nella Giornata Internazionale per la Tolleranza Zero sulle MGF, chiediamo a tutti gli operatori sanitari – levatrici, ostetriche, infermiere, ginecologi – di mobilitarsi contro questa pratica estremamente dolorosa e nociva.

L'impegno degli operatori sanitari per porre fine alle mutilazioni genitali è di fondamentale importanza. Essi conoscono in prima persona le dinamiche sociali delle comunità in cui operano e le norme sociali che consentono di perpetrare le MGF. In questo modo possono contribuire ad accelerare il processo, già in corso, di abbandono di questa pratica. Le loro pazienti li conoscono e hanno fiducia in loro. 

Gli operatori sanitari conoscono anche le terribili conseguenze delle MGF e vedono quali siano le complicazioni a livello ostetrico, sul ciclo mestruale e per le vie urinarie, che possono portare a emorragie, infezioni e anche alla morte.

Essi sono testimoni diretti anche delle ferite psicologiche inflitte alle ragazze che subiscono questi interventi, con traumi che spesso durano tutta la vita.
 
 

Dalle levatrici tradizionali ai professionisti: la medicalizzazione delle MGF

Gli operatori sanitari sono nella posizione ideale per frenare la preoccupante tendenza, che sta emergendo in numerosi paesi, alla crescente "medicalizzazione" del fenomeno. Ormai un quinto delle bambine e ragazze subiscono l'escissione da un operatore sanitario professionale, media che in alcuni paesi sfiora i tre quarti dei casi.
 
Le MGF sono illegali in molti Stati, e gli operatori sanitari che le praticano infrangono la legge. Ma, che siano legali o meno, in qualunque situazione siano perpetrate, le MGF costituiscono una violazione dei diritti fondamentali delle bambine e delle donne.

Coloro che le eseguono di fatto avallano questa pratica intollerabile e contravvengono al precetto fondamentale della disciplina medica: non procurare del male.  

Indubbiamente gli operatori sanitari spesso subiscono forti pressioni sociali a praticare le MGF. Tuttavia, se ricevono il necessario sostegno a resistere, essi possono diventare parte della soluzione a questo fenomeno.

Chiediamo dunque con la massima priorità a tutti gli operatori sanitari di abbandonare la pratica delle MGF e di usare la propria influenza, non solo nelle comunità in cui lavorano, ma anche con i loro colleghi, per accelerare l’abbandono di questa pratica ovunque.

Inoltre, chiediamo loro di impegnarsi a tutelare la salute sessuale e riproduttiva di tutte le ragazze che hanno già subito MGF. 
 
 

Cambiamenti sociali per sconfiggere le mutilazioni

Sappiamo che gli operatori sanitari non possono fare tutto questo da soli. Le nostre organizzazioni - l’UNFPA (Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione) e l’UNICEF, attraverso il Joint Programme on FGM, la International Confederation of Midwives e l’International Federation of Gynecology and Obstetrics - si impegnano a fornire il proprio sostegno a tutte le iniziative tese a fornire agli operatori sanitari le competenze e le informazioni di cui essi hanno bisogno per accelerare l’abbandono delle MGF e per curare le complicazioni causate da questa pratica.

Le convenzioni sociali, soprattutto nelle comunità più affiatate, possono esercitare una pressione fortissima sulla vita e sulle scelte dei singoli. Ma le convenzioni sociali possono anche modificarsi, se gli individui usano la loro influenza.
 
Nel caso delle mutilazioni genitali, questo cambiamento può avvenire se gli operatori sanitari, i leader comunitari, gli esperti e soprattutto le ragazze e le loro famiglie fanno sentire la loro voce e prendono l'iniziativa.

Nella Giornata Internazionale per la Tolleranza Zero sulle Mutilazioni Genitali Femminili, solleviamoci tutti insieme contro le MGF. La salute, i diritti e il benessere di milioni di ragazze dipendono da questo. 


 
 
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"Scarica il rapporto "Female Genital Mutilation/Cutting: what might the future hold?""

scarica pdf (320 kb)