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Escalation del conflitto, un prezzo intollerabile per i bambini dello Yemen

Famiglie accampate nel centro per sfollati di al-Mazrak, nel distretto di Harad, Yemen - ©UNICEF/NYHQ2009-1732/Brekke
Famiglie accampate nel centro per sfollati di al-Mazrak, nel distretto di Harad, Yemen - ©UNICEF/NYHQ2009-1732/Brekke
7 aprile 2015 - Mentre continua l'escalation del conflitto in molte parti dello Yemen, l’UNICEF sottolinea che i bambini continuano a essere uccisi, feriti, costretti a essere sfollati ed esposti a un rischio crescente di contrarre malattie.

Si hanno prove certe che fino a oggi almeno 74 bambini sono stati uccisi e 44 mutilati da quando sono iniziati i combattimenti tra forze governative e ribelli sciiti nel paese arabo, lo scorso 26 marzo.

Queste cifre sono conservative, poiché l’UNICEF ritiene che il numero reale dei bambini rimasti uccisi sia considerevolmente più alto, dato che il conflitto si è intensificato nel corso della scorsa settimana. 

«I bambini stanno pagando un prezzo intollerabile per questo conflitto» ha detto Julien Harneis, Rappresentante UNICEF nello Yemen. «Essi vengono uccisi, mutilati e costretti a fuggire dalle loro case, la loro salute è minacciata e la loro istruzione è stata interrotta. A questi bambini deve essere immediatamente concessa una speciale protezione da tutte le parti in conflitto, in accordo con quanto prevede il diritto internazionale umanitario.»
 
In tutto il paese, più di 100.000 persone hanno lasciato le loro case in cerca di luoghi più sicuri. Gli ospedali sono sempre più sotto pressione, mentre lottano per gestire un grande numero di feriti con attrezzature insufficienti.

Anche alcuni ospedali e altre infrastrutture sanitarie sono stati oggetto di attacchi armati, e almeno 3 operatori sanitari, tra cui l'autista di un’ambulanza, sono stati uccisi.
 
 

Garantire l'acqua per sventare le epidemie

Laddove le condizioni di sicurezza lo permettono, team dell'UNICEF lavorano con le organizzazioni partner per fornire alla popolazione acqua potabile e servizi sanitari essenziali. L'UNICEF fornisce anche combustibile per consentire il funzionamento della rete di distribuzione dell'acqua in tre città del sud, tra cui Aden, dove le infrastrutture idriche sono stati ripetutamente danneggiati nel corso dei combattimenti.

In alcuni governatorati nel Sud del paese, invece, l'acqua e i liquami fognari fuoriescono sulle strade. Questi guasti nell’approvvigionamento idrico fanno aumentare notevolmente il rischio di epidemie.

L'UNICEF sta inoltre fornendo diesel per alimentare i generatori necessari per mantenere a temperatura frigorifera le scorte di vaccini. L'UNICEF sta utilizzando scorte di aiuti umanitari già predisposti in varie città e sta facendo affluire forniture di cibo terapeutico per bambini e sali per la terapia di reidratazione orale - un trattamento semplice ma molto efficace per combattere le malattie diarroiche.

Sui media nazionali vengono trasmessi messaggi per avvisare bambini e genitori sui pericoli degli ordigni inesplosi e su come affrontare lo stress psicologico provocato dal conflitto.

«La situazione è davvero pericolosa in questo momento» conferma Gamila Hibatullah, un medico che lavora per l'UNICEF ad Aden. «Gli ospedali traboccano di feriti, e persino le ambulanze vengono prese di mira.»

Il conflitto sta aggravando una situazione già precaria per i bambini, in uno dei paesi più poveri della regione. cronicamente affetto da insicurezza alimentare e con tassi molto elevati di malnutrizione infantile grave.