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Yemen, in un mese di conflitto almeno 115 vittime fra i bambini

Un ragazzo seduto fra le macerie della sua abitazione, rasa al suolo da un raid aereo nel villaggio di Okash, nel sud dello Yemen - ©UNICEF/NYHQ2015-0857/Hamoud
Un ragazzo seduto fra le macerie della sua abitazione, rasa al suolo da un raid aereo nel villaggio di Okash, nel sud dello Yemen - ©UNICEF/NYHQ2015-0857/Hamoud
24 aprile 2015 - Secondo l’UNICEF, dal 26 marzo a oggi nello Yemen almeno 115 bambini sono stati uccisi e 172 sono rimasti feriti a causa del conflitto in corso.

Caute stime sul tremendo impatto del conflitto sui bambini indicano che almeno 64 bambini sono stati uccisi in bombardamenti aerei, 26 da ordigni e mine inesplose, 19 da colpi di arma da fuoco, 3 da granate e 3 da cause legate al conflitto e non ancora verificate.

71 minori sono stati uccisi nel nord del paese, 44 nel sud.

L’UNICEF diffonde questi dati mentre il processo di verifica è ancora in corso. Il bilancio definitivo dei bambini uccisi e feriti dal conflitto in Yemen probabilmente risulterà più elevato

«Centinaia di migliaia di bambini nello Yemen vivono in situazioni estremamente pericolose, molti si svegliano di soprassalto nella notte al suono delle bombe e dei colpi di arma da fuoco» dichiara Julien Harneis, Rappresentante UNICEF in Yemen. «Il numero delle vittime dimostra chiaramente quanto questa guerra continui a essere devastante per l'infanzia yemenita. Se queste violenze non cessano, i bambini non potranno condurre vite normali.»

L’UNICEF conferma anche che durante lo stesso periodo, almeno 140 minorenni sono stati arruolati da gruppi armati, 23 ospedali sono stati attaccati e 30 scuole danneggiate o occupate dalle parti in conflitto. 

Con l’inizio della quinta settimana di ostilità diventano indispensabili azioni urgenti per porre fine a gravi violazioni nei confronti dei bambini, come l’arruolamento e l’impiego da parte di gruppi armati, e che le parti in conflitto rispettino gli obblighi previsti dal diritto internazionale.

Tutte le parti coinvolte devono astenersi dal colpire infrastrutture civili, come ospedali e altre strutture sanitarie, e porre fine all’occupazione delle scuole.