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Nepal: allarme morbillo, al via le vaccinazioni per prevenire epidemie

Neisha, 4 anni, viene vaccinata contro il morbillo. Dal giorno del terremoto Neisha e la sua famiglia vivono all'aperto, in una fattoria nel villaggio di Bungamati (Nepal) - ©UNICEF/NYHQ2015-1107/Panday
Neisha, 4 anni, viene vaccinata contro il morbillo. Dal giorno del terremoto Neisha e la sua famiglia vivono all'aperto, in una fattoria nel villaggio di Bungamati (Nepal) - ©UNICEF/NYHQ2015-1107/Panday
4 maggio 2015 - Al via in Nepal una campagna di vaccinazioni di emergenza per oltre mezzo milione di bambini mentre cresce la preoccupazione per lo scoppio di epidemie di morbillo presso i campi informali per sfollati sorti dopo il terremoto del 25 aprile. 

La campagna è stata lanciata dal Ministero della Salute e della Popolazione del Nepal, con il sostegno di UNICEF e Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

La precarietà dei rifugi e le carenze nei servizi igienici e sanitari rappresenta un grande fattore di rischio per la proliferazione di malattie infettive. Allo stesso tempo, cresce il numero di persone che ha dovuto lasciare le proprie case, e sempre più persone vivono all'aperto nei pressi delle proprie abitazioni danneggiate.

Secondo gli ultimi dati disponibili, già prima del terremoto in Nepal circa 1 bambino su 10 non era stato vaccinato contro il morbillo.

«Il morbillo è una malattia molto contagiosa, e può avere conseguenze mortali. Temiamo che possa diffondersi molto velocemente in situazioni molto affollate, come gli accampamenti improvvisati in cui vivono migliaia di bambini» spiega Tomoo Hozumi, Rappresentante dell'UNICEF in Nepal.

«Abbiamo lavorato per decenni per eliminare il morbillo in Nepal. Se non agiamo adesso, corriamo il rischio che questa malattia possa tornare ad essere una delle minacce più grandi per i bambini, una battuta d’arresto per tutti gli sforzi fatti finora».

Nella prima parte della risposta all’emergenza, gli operatori stanno lavorando per vaccinare i bambini sotto i 5 anni presso i campi per sfollati in tre dei distretti più densamente popolati nella Valle di Kathmandu: Bhaktapur, Lalitpur e la capitale stessa, Kathmandu.

Le vaccinazioni si espanderanno nelle prossime settimane a tutti i 12 distretti maggiormente colpiti dal terremoto.

«Stiamo lavorando con i nostri partner per somministrare decine di migliaia di vaccini, allo stesso tempo la catena del freddo è necessaria per conservali alle giuste temperature e in buono stato» prosegue Tomoo Hozumi. «Stiamo facendo il possibile per ridurre al minimo i pericoli per i bambini che hanno già subito tante sofferenze.»
 

Nepal, l'UNICEF in azione

Circa 1,7 milioni di bambini hanno urgente bisogno di aiuto nelle aree maggiormente colpite in Nepal.

Inoltre per garantire le vaccinazioni ed eliminare il rischio di malattie, l’UNICEF sta dando priorità all’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienici per nelle aree più colpite del paese.

Gli ultimi interventi dell’UNICEF:
  • è stata fornita acqua potabile e per uso domestico ad almeno 90.000 persone a Kavrepalanchok, Laliptur e Kathmandu.
  • almeno 80.000 persone in 7 distretti duramente colpiti (Gorkha, Dhading, Dolakha, Sindhpulchok, Kavrepalanchok, Laliptur e Kathmandu) hanno ricevuto articoli per l'igiene personale e istruzioni per una corretta igiene 
  • è in arrivo nelle prossime ore un cargo aereo con kit sanitari, coperte, kit per la sopravvivenza e tende, destinato ai bambini nelle aree più remote e più difficili da raggiungere.

Leggi la scheda informativa sull'intervento umanitario dell'UNICEF (ultimo aggiornamento: 7 maggio 2015)

Nell’ambito dell’Appello congiunto dell’ONU, l’UNICEF ha chiesto alla comunità internazionale dei donatori 50 milioni di dollari, cifra necessaria per portare avanti i suoi interventi umanitari in Nepal nei prossimi 3 mesi. 



 
 
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"Leggi la scheda informativa sull'intervento umanitario dell'UNICEF (aggiornamento: 7 maggio 2015)"

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   Tags:  Nepal