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Esplode il colera fra i profughi del Burundi, aiuti UNICEF per frenare l'epidemia

Fra mille difficoltà si cerca di prestare aiuti ai profughi colpiti dal colera sulle rive del Lago Tanganica - ©UNICEF Tanzania/2015/Fredy Lyimo
Fra mille difficoltà si cerca di prestare aiuti ai profughi colpiti dal colera sulle rive del Lago Tanganica - ©UNICEF Tanzania/2015/Fredy Lyimo
21 maggio 2015 - Per far fronte ad una devastante epidemia di colera che ha già provocato 27 vittime tra i 50.000 profughi in fuga dal Burundi che si accalcano sulle rive del lago Tanganica,

L’UNICEF ha immediatamente trasferito aiuti di prima necessità dai suoi magazzini in Tanzania e nel Burundi nelle aree del Nord-ovest della Tanzania, al confine con il Burundi, dove si sono ammassati i profughi.

Gli aiuti includono farmaci per la cura del colera, acqua potabile, alimenti terapeutici per l'infanzia, articoli per l'igiene personale, latrine portatili, e sta coordinando con le organizzazioni partner in entrambi i paesi per estendere gli aiuti a tutti i profughi coinvolti.

I disordini in corso in Burundi a seguito del tentativo di colpo di Stato del 15 maggio scorso hanno costretto finora 112.000 civili a lasciare le proprie case e a cercare rifugio negli Stati confinanti (76.000 nella sola Tanzania, gli altri in Ruanda e nella Repubblica Democratica del Congo). Circa due terzi dei fuggiaschi sono donne e bambini

«I bambini costituiscono più della metà della popolazione in movimento e sono particolarmente vulnerabili al colera» riferisce Leila Gharagozloo – Pakkala, Direttrice dell'ufficio regionale UNICEF per l’Africa orientale e meridionale. «Grazie a un’azione concertata tra i due Paesi è stato possibile predisporre rapidamente una risposta umanitaria che cercherà di arrestare l'espansione dell’epidemia.» 
 

L'azione dell'UNICEF in Burundi e Tanzania

Il villaggio di Kagunga ha visto il numero di arrivi più elevato, con circa 50.000 persone accampate sulle rive del lago Tanganica, in una delle parti più remote e difficili da raggiungere della Tanzania.

Il sovraffollamento e le pessime condizioni igieniche e sanitarie hanno portato ad un’ondata di casi confermati o sospetti di colera e di diarrea acuta tra i profughi. L’UNICEF avverte che in assenza di una struttura in grado di praticare la corretta terapia per il colera, a Kagunga i tassi di mortalità infantile potrebbero diventare spaventosamente alti.
 
Nel frattempo, in Burundi, i primi 15 casi sospetti di colera sono stati trasferiti all’ospedale di Nyanza Lac, Il Ministero della Salute del Burundi e i suoi partner hanno ora riaperto un centro per il trattamento del colera nell’area, grazie all'aiuto logistico dell’UNICEF.
 
Gli aiuti consegnati dall’UNICEF comprendono kit per il trattamento del colera (ciascun kit è sufficiente per curare 100 casi), disinfettanti al cloro, sapone, compresse per la purificazione dell’acqua e contenitori per la conservazione dell'acqua potabile. L’UNICEF ha distribuito anche alimenti altamente proteici pronti all’uso, in quantità sufficiente per nutrire per una settimana almeno 1.000 bambini a rischio di malnutrizione.