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Nepal, tornano a scuola i primi 14.000 alunni del dopo-terremoto

Sanjay Maharjan, 5 anni, alunno di Kokhana (distretto di Lalitpur, Nepal centrale) è uno dei 14.000 che oggi hanno iniziato le lezioni nelle scuole provvisorie allestite dall'UNICEF - ©UNICEF/PFPG2015-3181/Kharki
Sanjay Maharjan, 5 anni, alunno di Kokhana (distretto di Lalitpur, Nepal centrale) è uno dei 14.000 che oggi hanno iniziato le lezioni nelle scuole provvisorie allestite dall'UNICEF - ©UNICEF/PFPG2015-3181/Kharki

Speciale Nepal: news, video, foto e informazioni sull'azione umanitaria dell'UNICEF per i bambini nepalesi colpiti dal terremoto del 25 aprile 2015

31 maggio 2015 – Per la prima volta dopo cinque settimane, in Nepal circa 14.000 bambini tornano a scuola grazie agli "Spazi temporanei per l’apprendimento" creati dall'UNICEF e dalle organizzazioni partner.

Le scuole che stavano frequentando sono state distrutte o gravemente lesionate dai due terremoti che hanno colpito il paese asiatico, rispettivamente il 25 aprile e il 12 maggio scorsi.

Per il primo giorno di scuola, i bambini dei distretti più duramente colpiti in Nepal hanno ricevuto materiali didattici, kit ricreativi e kit per la prima infanzia forniti dall'UNICEF e dalle organizzazioni partner.

Si tratta di un primo passo in avanti per l'infanzia nepalese, considerato il gravissimo livello di distruzione inflitto dal sisma alle strutture scolastiche. L'UNICEF prevede di intensificare il suo impegno, per riportare quanto più rapidamente a scuola molti altri bambini. 

«L'esperienza ci insegna che quando a seguito di una catastrofe i bambini cessano di frequentare la scuola per un periodo prolungato di tempo, sarà sempre più improbabile che tornino in classe» spiega Tomoo Hozumi, Rappresentante UNICEF in Nepal.

L'UNICEF coopera con il Ministero nepalese dell'Istruzione e con altri partner per riportare i bambini a scuola il prima possibile, garantendo allo stesso tempo ambienti di apprendimento sicuri e l'indispensabile sostegno psicologico. 

Oltre 100 squadre di ingegneri sono al lavoro nei distretti colpiti dal sisma per raccogliere dati sui danni e identificare le classi ancora sicure e quelle inagibili. Sono state già effettuate verifiche in oltre 1.230 strutture scolastiche.
Sono stati installati 137 "Spazi temporanei per l'apprendimento", di cui beneficiano circa 14.000 alunni nei 16 distretti più colpiti dai due terremoti.

1.142 insegnanti hanno ricevuto formazione finalizzata a garantire l'opportuno sostegno psicologico agli alunni e a veicolare messaggi di prevenzione e sulla sopravvivenza, oltre che in materia di salute, igiene e tutela dei minori.

Sono in corso di distribuzione il 58% dei materiali e delle attrezzature didattiche (per un valore complessivo di 8 milioni di dollari) previsti dall'Appello umanitario dell'UNICEF per i primi 3 mesi della crisi.

Nell’ambito della campagna di comunicazione "Back To School" (Ritorno a scuola) vengono ogni giorno mandati in onda da radio e tv messaggi sull'importanza dell'istruzione anche in condizioni di emergenza, sulla necessità che tutti i bambini abbiano accesso a scuola e sul coinvolgimento di genitori e comunità.

Un milione di bambini da riportare a scuola, senza attendere la ricostruzione

Certamente, resta ancora molto da fare per quei 985.000 alunni che non sono potuti tornare a scuola oggi, e che corrono un serio rischi di abbandonare gli studi. 

A causa dei due terremoti, ben 32.000 classi sono andate distrutte e 15.352 sono rimaste danneggiate.

«Continueremo a predisporre spazi temporanei per l’apprendimento quanto più velocemente sarà possibile, per fare in modo che nessun bambino resti escluso dal diritto all'istruzione» prosegue Hozumi. «Allo stesso tempo, stiamo incoraggiando le famiglie a mandare i propri figli nelle scuole valutate sicure, e chiediamo alle comunità tutto il loro appoggio alla campagna Back to School.»

Il gruppo di agenzie umanitarie che si occupa dell'istruzione nell'emergenza Nepal (Education Cluster) è costituito dal Governo nepalese, dall'UNICEF e tutte le altre organizzazioni umanitarie impegnate nel settore.
 
Secondo le stime dell'Education Cluster sono necessari 24,1 milioni di dollari per concludere la valutazione strutturale di 7.800 scuole, costruire 4.668 "Spazi temporanei per l'apprendimento", fornire materiali didattici e ricreativi per 1 milione di docenti e alunni e formare 19.568 insegnanti e altro personale scolastico sulle basi del sostegno psicologico e sociale da prestare agli alunni e sulle nozioni basilari di sopravvivenza. 
 
«L'istruzione non può attendere, sopratutto dopo una catastrofe come il terremoto in Nepal» conclude Hozumi. «La riparazione o riedificazione di migliaia di scuole sarà senza dubbio una priorità nella fase della ricostruzione, ma se non garantiamo immediatamente una soluzione temporanea, corriamo il rischio che molti bambini abbandonino gli studi, venfiicando i nostri sforzi per ricostruire un sistema scolastico che sia migliore di quello che esisteva prima del terremoto.»


 
 
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"L'azione umanitaria dell'UNICEF in Nepal (ultimo aggiornamento: 8 giugno 2015)"

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"L'azione umanitaria dell'UNICEF in Nepal (ultimo aggiornamento: 23 giugno 2015"

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   Tags:  scuola , Nepal