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Crisi idrica nell'est Ucraina, UNICEF in azione per scongiurare sete e malattie

Una scena frequente da mesi, nell'est dell'Ucraina: volontari UNICEF distribuiscono acqua in una zona teatro di combattimenti - ©UNICEF/NYHQ2015-0279/Filippov
Una scena frequente da mesi, nell'est dell'Ucraina: volontari UNICEF distribuiscono acqua in una zona teatro di combattimenti - ©UNICEF/NYHQ2015-0279/Filippov
14 luglio 2015 – Mentre proseguono i combattimenti nell’Ucraina orientale, l'UNICEF lancia un allarme: fino a 1,3 milioni di bambini e adulti si trovano ad affrontare una grave crisi idrica, provocata dalla distruzione o dal danneggiamento delle condutture e dall'esaurimento delle scorte di acqua potabile. 

«L'acqua è uno dei bisogni più urgenti per bambini e adulti nell'est dell'Ucraina. Fino a 1,3 milioni di persone nei distretti di Donetsk e Luhansk hanno gravi difficoltà a procurarsi acqua da fonti affidabili» afferma Giovanna Barberis, Rappresentante dell'UNICEF in Ucraina.
          
Dall'inizio del conflitto in Ucraina, nel marzo 2014, gli sfollati sono circa 1,4 milioni, di cui almeno 174.000 bambini. Nel complesso, la crisi umanitaria ha colpito di più di 5 milioni di civili, tra cui 1,7 milioni di bambini.

Nelle aree del distretto di Luhansk non controllate dal governo di Kiev, oltre 470.000 persone - tra cui 118.000 bambini - devono affrontare gravi problemi per accedere all'acqua potabile. Molte famiglie dipendono da costose autobotti private o devono recarsi nei villaggi vicini per attingere acqua dai pozzi ancora funzionanti.
 
A Mariupol, città di 500.000 abitanti nel distretto di Donetsk sotto controllo delle truppe governative, non arriva più l'acqua dal canale Severskiy Donets-Donbass, danneggiato dai bombardamenti. Attualmente la città dipende da una riserva idrica che si sta rapidamente esaurendo.

A causa delle scarse precipitazioni delle ultime settimane e delle torride temperature estive, le condizioni per i residenti sono sempre più difficili. Il rischio di malattie veicolate dall’acqua impura è destinato ad aumentare, anche perché le persone non sono in grado di immagazzinare e trasportare l'acqua in modo sicuro.

«Da gennaio a oggi, l'UNICEF e le organizzazioni partner hanno aiutato oltre 550.000 abitanti nei distretti di Donetsk e Luhansk ad accedere all'acqua potabile, e hanno fornito articoli per l'igiene a 54.000 tra bambini e adulti» ribadisce Giovanna Barberis. «Occorre tuttavia l'intervento di ancora più partner, per rispondere alle emergenze idriche e igienico-sanitarie. Nessun bambino e nessuna famiglia dovrebbero arrivare a rischiare la vita per procurarsi uh bene essenziale per sopravvivere come l'acqua!»

L'UNICEF ha lanciato un appello per raccogliere 55,8 milioni di dollari, cifra indispensabile per rispondere ai bisogni umanitari urgenti di bambini e famiglie nell'Ucraina orientale di qui alla fine dell'anno. Ad oggi, sono stati ricevuti soltanto 10,4 milioni di dollari, pari al 19% dell'appello.

Senza finanziamenti significativi e immediati da parte dei donatori internazionali, l'UNICEF non sarà purtroppo in grado di continuare a fornire acqua potabile alle famiglie colpite dalla crisi.