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Minorenni di origine straniera

Lake (UNICEF): migranti e rifugiati, all'indignazione segua l'azione

Famiglie in attesa di registrazione a Gevgelija, al confine tra Grecia e Macedonia - ©UNICEF/UNI195499/Klincarov
Famiglie in attesa di registrazione a Gevgelija, al confine tra Grecia e Macedonia - ©UNICEF/UNI195499/Klincarov

Dichiarazione di Anthony Lake, direttore UNICEF

4 settembre 2015 – Vediamo immagini strazianti dei corpi dei bambini trascinati sulle rive dell’Europa, di bambini che giacciono soffocati nel retro dei camion che attraversano i confini, di bambini ai quali vengono fatti scavalcare le recinzioni di filo spinato da genitori disperati.

Con l’aggravarsi della crisi in Europa che coinvolge i migranti e i rifugiati, queste non saranno le ultime immagini scioccanti che rimbalzeranno in giro per il mondo sui social media, sui nostri schermi televisivi e sulle prime pagine dei giornali.

Ma indignarsi per queste immagini non è abbastanza. L’indignazione deve essere seguita dall'azione.

Il dramma che vivono questi bambini non dipende da loro scelte, né è sotto il loro controllo. Questi bambini hanno bisogno di protezione. Questi bambini hanno diritto alla protezione.

Raccomandiamo che siano urgentemente poste in atto le seguenti misure:
  • Proteggere questi bambini attraverso l’erogazione di servizi essenziali in ogni momento – inclusi cure mediche, cibo, sostegno emotivo, e istruzione – e sistemazioni adeguate per i migranti e i rifugiati che permettano alle famiglie di rimanere unite.
  • Impegnare un numero adeguato di esperti in protezione dell’infanzia per aiutare i bambini e le loro famiglie.
  • Continuare le operazioni di ricerca e salvataggio - non solo in mare, ma anche sulla terraferma, poiché le famiglie si spostano da un paese all'altro - e porre in atto ogni misura per prevenire l'abuso e lo sfruttamento dei minorenni migranti e rifugiati.
  • Garantire che il superiore interesse dei bambini abbia priorità in tutte le decisioni riguardanti questi minorenni - anche in casi di asilo. 

I nostri cuori si uniscono oggi alle famiglie che hanno perso i figli al largo delle coste, sulle spiagge, e ai bordi delle strade d'Europa. 

Mentre vanno avanti i dibattiti sulle politiche, non dobbiamo mai perdere di vista il profondo aspetto umano di questa crisi. Né i bambini. Né la portata di questi eventi. 

Almeno un quarto di coloro che cercano rifugio in Europa sono bambini - nei primi sei mesi di quest'anno, più di 106.000 bambini hanno chiesto asilo in Europa

E non dobbiamo mai dimenticare ciò che sta dietro le tante storie delle famiglie che cercano rifugio in Europa: terribili conflitti come quello in Siria, che già ha costretto circa 2 milioni di bambini a fuggire dal loro paese. 

Solo la conclusione di questi conflitti può porre fine al tormento di molti.