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Protezione dell'infanzia

Senza interventi efficaci, 310 milioni di spose bambine in Africa nel 2050

Amina Abdelrahman, 15 anni, con i suoi due figli Mustapha (3 anni) e Haroun (12 mesi). A 12 anni Amina ha dovuto abbandonare la scuola per sposarsi - ©UNICEF Ciad/2015/Gonzalez
Amina Abdelrahman, 15 anni, con i suoi due figli Mustapha (3 anni) e Haroun (12 mesi). A 12 anni Amina ha dovuto abbandonare la scuola per sposarsi - ©UNICEF Ciad/2015/Gonzalez
26 novembre 2015 – Se non cambia qualcosa, secondo il trend attuale le "spose bambine" in Africa aumenteranno dagli attuali 125 milioni a 310 milioni entro il 2050. Lo afferma un nuovo rapporto dell’UNICEF lanciato oggi a Lusaka (Zambia) in occasione del Summit dell’Unione Africana (OUA) sulle bambine, 

Il rapporto "A Profile of Child Marriage in Africa" individua le cause dell'aumento previsto la troppo lenta riduzione di questo fenomeno, combinata con il rapido aumento della popolazione.

In tutte le altre regioni del mondo, gli attuali tassi di riduzione e i trend demografici inducono a prevedere una progressiva diminuzione nel numero annuo dei matrimoni precoci. Ma di qui al 2050, l'Africa avrà superato l’Asia meridionale come regione con il più alto numero di donne di età compresa tra i 20 e i 24 anni che si sono sposate in età minorile.

L'incremento demografico rischia di annullare i progressi

In Africa la percentuale di giovani donne che si sono sposate da bambine è diminuita dal 44% del 1990 al 34% di oggi.  

Tuttavia, considerato che secondo le proiezioni demografiche la popolazione femminile africana passerà dagli attuali 275 milioni ai 465 milioni del 2050, anche se i tassi di riduzione del fenomeno raddoppiassero, assisteremmo comunque a un incremento nel numero assoluto delle spose bambine.

Va inoltre sottolineata la profonda disparità economica in questi progressi: le probabilità che una ragazza del 20% più povero della popolazione si sposi in età infantile è rimasta la stessa di 25 anni fa.

«Il solo numero delle bambine coinvolte, e ciò che esso rappresenta in termini di infanzie perdute e vite condizionate per sempre, fanno chiaramente capire quanto sia urgente la messa al bando, una volta per tutte, della pratica del matrimonio infantile» commenta il direttore esecutivo dell’UNICEF Anthony Lake

«Ed è altrettanto evidente che per porre fine al fenomeno dei matrimoni infantili sono necessari interventi più focalizzati a raggiungere le bambine più povere ed emarginate - quelle che ne hanno maggiore bisogno e che sono più a rischio - con un’istruzione di qualità e con l’offerta di altre misure di protezione.  

Sono in gioco le loro vite e il futuro delle loro comunità. Ogni bambina che si sposa rappresenta una tragedia individuale. Un aumento del loro numero è intollerabile.»
 

Matrimoni precoci, povertà e mortalità infantile: un circolo vizioso

Quando bambini e adolescenti si sposano, la loro probabilità di avere una vita sana e prosperosa diminuisce drasticamente, e spesso si innesca un ciclo di povertà inter-generazionale

Le "spose bambine" hanno minori probabilità di portare a termine gli studi, sono più a rischio di cadere vittime di violenze e di contrarre il virus dell’HIV, e spesso non hanno le competenze necessarie per trovare un lavoro decente.

Inoltre, i figli di madri adolescenti corrono un maggiore rischio di morire alla nascita o subito dopo il parto, o di nascere sottopeso. 

«Il matrimonio infantile genera norme sociali che sono diventate sempre più difficili da eliminare, norme che offendono il valore delle nostre donne» sottolinea Nkosozana Dlamini Zuma, presidente della Commissione dell'Unione Africana. «Attraverso una maggiore sensibilizzazione, combinata con un approccio collaborativo, potremo combattere i disastrosi effetti dei matrimoni infantili

A maggio 2015 l'Unione Africana ha lanciato in tutto il continente una campagna per porre fine ai matrimoni precoci.

Ad essa ha fatto seguito un Piano di azione, indirizzato ai governi, volto a ridurre il tasso di matrimoni infantili. Il Piano prevede che sia esteso l'accesso, per le bambine, alla registrazione alla nascita, all'istruzione di qualità e ai servizi di salute riproduttiva.

Al tempo stesso, viene chiesto agli Stati africani di potenziare e far rispettare le leggi e le politiche sociali che tutelano i diritti delle bambine e delle adolescenti, e proibiscano il matrimonio prima dei 18 anni.


 
 
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