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Fine dell'epidemia in Liberia, ora tutta l'Africa è libera da Ebola

Helen Morris, sopravvissuta alla malattia, è una delle numerose operatrici volontarie che sono state formate dall'UNICEF per accudire i bambini colpiti da Ebola senza rischiare il contagio - ©UNICEF/NYHQ2014-3126/Nesbitt
Helen Morris, sopravvissuta alla malattia, è una delle numerose operatrici volontarie che sono state formate dall'UNICEF per accudire i bambini colpiti da Ebola senza rischiare il contagio - ©UNICEF/NYHQ2014-3126/Nesbitt
14 gennaio 2016 – L'UNICEF accoglie con soddisfazione la notizia della fine dei casi di Ebola in Africa occidentale, ma ricorda che sono circa 23.000 i bambini di Guinea, Liberia e Sierra Leone che a causa del virus hanno perso uno o entrambi i genitori o tutori, e che quindi continueranno ad avere bisogno di assistenza e sostegno.

Dopo Sierra Leone (a novembre 2015) e Guinea (dicembre) da oggi anche la Liberia è stata dichiarata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ufficialmente libera dalla trasmissione del virus di Ebola, essendo trascorsi 42 giorni dall'ultimo caso di infezione registrato nel paese.

Nei prossimi tre mesi la situazione sanitaria in Liberia sarà sottoposta a uno stretto monitoraggio per bloccare sul nascere eventuali ricomparse del virus.

Delle 28.637 persone contagiate dal virus Ebola in oltre due anni di epidemia, 4.767 erano bambini. Ed erano minori un quarto delle 11.315 vittime, pari a  3.508 casi.  Il tasso di letalità fra i minori è stato altissimo: oltre un quarto dei bambini contagiati è deceduto.

Inoltre 1.260 bambini sopravvissuti alla malattia si trovano oggi ad affrontare delle vere e proprie sfide sanitarie e sociali per essere nuovamente accettati nella propria comunità.

«Essere riusciti a domare l'epidemia è un grande risultato, ma non possiamo dimenticare il terribile bilancio di vittime che Ebola ha provocato in questi paesi» commenta Manuel Fontaine, direttore dell'UNICEF in Africa occidentale e centrale. «Molti continuano a soffrire a causa di Ebola, soprattutto quei bambini che il virus ha reso ancora più vulnerabili.»

La stragrande maggioranza dei bambini rimasti orfani a causa di Ebola sono stati affidati a parenti o a membri delle comunità di appartenenza. Ora che l’emergenza è alle spalle, è fondamentale continuare ad aiutarli con sussidi economici, aiuti scolastici, abbigliamento e alimenti, e promuovere nuove forme di assistenza alle famiglie.

«Ebola è stata un'esperienza terribile per i bambini» aggiunge Fontaine. «Dobbiamo fornire loro e all'intera popolazione di Guinea, Liberia e Sierra Leone tutto il nostro sostegno aiutarli a riprendersi dai devastanti effetti che l'epidemia ha avuto sulla loro vita» 

Il sostegno che l’UNICEF sta fornendo ai bambini più vulnerabili in questi tre paesi ha l'obiettivo di rafforzare i sistemi di protezione dei minori. Ciò significa garantire che le autorità nazionali siano in grado di fornire una gamma di servizi di protezione tra cui il sostegno psico-sociale, il ricongiungimento familiare, l'affido e altre forme alternative di assistenza, e lo sviluppo di reti comunitarie e statali per la prevenzione e il contrasto di abusi e violenze sui minori a rischio. 
 
L'UNICEF continuerà inoltre a promuovere campagne per mantenere elevata la vigilanza e la consapevolezza sul rischio dell'Ebola, con team specializzati per il pronto intervento, la mobilitazione sociale e l'isolamento tempestivo di eventuali nuovi casi. 

L'UNICEF ha lanciato un appello da 15 milioni di dollari per finanziare gli interventi per la lotta ad Ebola in Guinea, Liberia e Sierra Leone nel periodo gennaio-marzo 2016.

«Il nostro ringraziamento va a tutti gli italiani che hanno finora sostenuto gli interventi di risposta dell’UNICEF all'emergenza Ebola» ha dichiarato il presidente dell’UNICEF Italia Giacomo Guerrera.